Credem, sei mesi in crescita Carice “costa” 16,8 milioni
Conteggiati nella semestrale gli oneri d’integrazione con la banca centese Si punta a raggiungere entro il 2022 il 50% di filiali con casse automatiche
L’integrazione con la Cassa di risparmio di Cento è costata a Credem 16,8 milioni di euro nel solo primo semestre 2021. È quanto emerge dalla semestrale del gruppo reggiano che ancora non comprende il consolidato centese, in quanto la fusione è operativa dal 24 luglio, ma proietta verso una prospettiva che è così delineata: «Permetterà lo sviluppo su un territorio limitatamente presidiato e di realizzare sinergie di costo favorite dall’adozione di un’unica piattaforma informatica, un’offerta diversificata con benefici per tutti gli stakeholders». Intanto il gruppo, senza Carife, ha fatto registrare un utile netto consolidato di 136,4 milioni di euro, in crescita addirittura del 75,1% rispetto al giugno 20920, dopo aver spesato 23,9 milioni di euro di contributi per la gestione delle banche in difficoltà e appunto 16,8 milioni di oneri d’integrazione con i centesi.
stato di salute
Caricento entra in un gruppo che mostra indicatori in generale crescita, e che ha conquistato 45mila nuovi clienti nei primi mesi dell’anno, assumendo 181 persone. Gli indici patrimoniali sono da vertice non solo italiano, in quanto il Cet1 è al 15,99% e l’indice di vigilanza al doppio rispetto al minimo Bce. I crediti problematici sono al 2,6% dei prestiti, rispetto al 4,06 della media italiana, e questo è sempre stato un punto di forza di Credem. I prestiti alla clientela si sono assestati a 29,8 milioni, +8,9% anno su anno, e i mutui casa erogati alle famiglie sono saliti del 42% a quota 1.105,8 milioni.
Credem parla poi di avvidio di «un progetto strategico di evoluzione del modello di servizio», che punta a raggiungere entro il 2022 il 50% delle filiali con casse automatizzate ed oltre il 90% delle operazioni eseguibili in autonomia dal cliente: anche la rete ex Caricentro dovrà confrontarsi con questo modello. Il 90,5% del totale delle operazioni è su canali digitali, il 90% è la dematerializzazione dei processi operativi interni. Particolarmente spinta è la crescita del modello di banca assicurazione. La raccolta complessiva da clientela si attestava a fine giugno a 83.671 milioni, +15,5%, gli impieghi a clientela sono saliti dell’8,9%.
parole e prospettive
«Abbiamo continuato con decisione - ha dichiarato Nazzareno Gregori, direttore generale - ad aiutare il tessuto economico e sociale a superare questo delicato momento con una crescita dei prestiti di gran lunga superiore rispetto al sistema. Continueremo nei prossimi mesi con investimenti sulle persone, sulla formazione e la digitalizzazione, proseguendo il nostro percorso di sviluppo orientato alla sostenibilità del modello di business».
In realtà la previsione per fine anno è complessa per via della pandemia, e, a livello di sistema, «è atteso un deterioramento della qualità degli attivi a partire dal 2022». Per Credem, nello specifico, «si possono ipotizzare condizioni in lieve miglioramento rispetto a quelle osservate ad inizio 2021, anche i risultati del primo semestre non sono proiettabili in modo lineare, in particolare per il contributo dell’area finanza e la dinamica del costo del credito». —
S.C.
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