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Crisi economica e pandemia Il commercio prova a resistere

Alessandro Bassi
Crisi economica e pandemia Il commercio prova a resistere

L’assessore: «Non ci sono solo chiusure, anche nuove aperture e subentri» Alcune attività storiche si sono arrese in era Covid. Difficoltà anche nelle frazioni

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COPPARO. Scriveva un grande della letteratura, Baudelaire, che il volto di una città cambia più in fretta (e il poeta maledetto sottolinea con un ahimè) del cuore di un uomo. Vetrine chiuse, negozi spostati o chiusi, cartelli che avvertono di vendite, possibilità di affitto, magari la cessione di un’attività fondamentalmente ben avviata. Se parliamo di crisi economica, non si può non notare come questa abbia colpito, e duramente, le attività produttive. Se alla crisi (e parliamo di un periodo di oltre dieci anni), andiamo ad aggiungere la pandemia, è indubbio che le attività locali abbiano dovuto combatter duramente.

A Copparo, e nell’Unione, nel corso degli ultimi anni ci sono state numerose chiusure, anche se, va sottolineato, in qualche caso si è trattato di chiusure per pensionamento dei titolari, o per altre scelte di vita, non solo per difficoltà economiche. In linea di massima, il problema esiste, sia nel centro che nelle frazioni (anzi, forse si nota ancora di più nelle frazioni), ma va considerato in modo complessivo. Se, a esempio, in campagna elettorale c’erano proposte a sostegno del commercio nelle frazioni, va anche registrato il fatto che le chiusure da effetti della pandemia ci sono, ma sono equiparabili alla chiusure “da crisi”, anzi, forse meno rilevanti, in numeri assoluti. «Se andiamo a vedere i numeri, la preoccupazione non manca, ma non c’è disperazione» commenta l’assessore al commercio di Copparo, Bruna Cirelli.

ANCHE DATI POSITIVI

«Il tessuto economico tiene, e non ci sono solo chiusure, ma anche aperture e subentri. E va sottolineato che la situazione non è peggiorata tantissimo in occasione della pandemia e dei vari lockdown, anche perché come amministrazione abbiamo cercato per quanto possibile di aiutare e dare spazio alle attività produttive. E lo abbiamo fatto sugli spazi, sui finanziamenti possibili, e siamo andati anche incontro quando è stato il momento di intervenire con i tributi. E abbiamo concesso opportunità di apertura, di dehor e altro praticamente a quanti l’hanno chiesto per avere la possibilità di ripartire».

Partendo dal parco Curiel, abbiamo controllato le vetrine fino quasi alla fine di via Garibaldi. Spostata la sala giochi (tuttora aperta in zona Quercia) per ragioni di distanza dalle scuole, ora c’è una pizzeria. Poi il bar della stazione, chiuso da anni, e, andando avanti, il negozio di abbigliamento al semaforo, anche questo chiuso da anni. Dalla parte opposta, un’assicurazione ha preso il posto degli uffici Carife. Vicino al teatro, Ovs abbigliamento ha preso il posto di Sisley in tempi di pandemia. Poi la merceria chiusa da alcuni anni, più avanti e verso il fondo di via Garibaldi la pizzeria al taglio, anche questa chiusa da anni, come un paio di bar. Molti esercizi commerciali magari hanno cambiato sede, solo l’orologeria Marchesini, rimasta aperta per riparazioni, ha chiuso definitivamente in epoca Covid.

NUMERI

Vedendo quali sono le pratiche Suap (ovvero il Servizio unico per attività produttive, che cura il settore a livello dell’intera Unione) dei primi mesi dell’anno si nota, a esempio, che nel Comune di Copparo ci sono 27 pratiche Suap (un anno prima erano state 45) per gennaio, a febbraio 37 (contro 34 nel 2020), a marzo 28 (24 nel 2020) e in aprile 31, come l’anno precedente. Relativamente poche le variazioni, anche se le pratiche Suap prevedono 14 “settori”, dagli artigiani al commercio di vicinato, dalle medie strutture di vendita alle vendite a domicilio, servizi pubblici e circoli privati, sale giochi e videogiochi, strutture sanitarie, ambiente, telefonia mobile, agriturismi, strutture ricettive, ecc.

Guardando le voci più importanti, per i negozi di vicinato nei primi mesi del 2020 ci sono state due cessazioni definitive e una per subentro, ma due nuove aperture. Nel 2021 due cessazioni di attività, ma quattro nuove aperture.

Guardando ai numeri dell’Unione, ossia integrando Riva del Po e Tresignana, per i negozi di vicinato ci sono due subingressi, sette cessazioni definitive, tre per subentro, e quattro nuove attività. Per i negozi di vicinato dell’Unione nel 2019 ci sono 17 chiusure (5 delle quali a dicembre), 8 aperture, un subentro in attività e tre attività con subentro ma con chiusura dell’attività precedente. In tutto il 2020 una chiusura, sei nuove e due subentri con chiusura del precedente.

Alessandro Bassi

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