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Il mare pieno di plastica Le retine dei mitili principali responsabili

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porto garibaldi. Legambiente apre la tappa di Goletta Verde a Marina di Ravenna presso la sede della Pro Loco, con una mattinata dedicata al racconto delle buone pratiche di tutela degli habitat marini in Emilia-Romagna. La mattinata si è aperta con la restituzione dei dai dati finali del progetto di fishing for litter “Zero plastica in mare”: più di 10 tonnellate di rifiuti raccolti dai pescatori di Porto Garibaldi in sei mesi di monitoraggio, di questi il 99% è costituito da plastica.

Un quadro preoccupante, che conferma la forte presenza di rifiuti nei nostri mari, e che vede ancora una volta la plastica al primo posto fra i materiali rinvenuti.

Come sempre protagoniste le calze per l’allevamento dei mitili precisamente l’81% della plastica totale.

Giunto alla sua terza edizione, il progetto ha visto il coinvolgimento di 6 volontari del circolo Legambiente “Delta del Po”, 46 pescherecci aderenti alla cooperativa della Piccola Grande Pesca di Porto Garibaldi (Ferrara), 17 pescherecci appartenenti alla cooperativa degli allevatori di mitili “Tecnopesca”, la società Clara spa, la Capitaneria di porto di Porto Garibaldi e il Comune di Comacchio. Dalle reti dei pescatori e dei mitilicoltori sono stati recuperati precisamente 45. 262 unità, per un peso totale di 10, 4 tonnellate (10432, 7 kg). Dall’analisi dei risultati ottenuti si nota che il 99% dei rifiuti pescati in mare è costituito da materie plastiche. Il restante 1% del materiale è composto da materiali tessili (1%), gomma (1%), carta e cartone (1%) e metallo (1%).

L’origine è da attribuire principalmente alle attività produttive di pesca e acquacoltura (82%), come calze per mitili, nasse, reti, cime, boe e altri attrezzi per la pesca. Il 17% deriva dalla cattiva gestione dei rifiuti urbani che si riversano in mare e l’1% da fonti non identificabili.

Rispetto agli anni precedenti si registra una diminuzione dei rifiuti urbani (17% contro i 30% dell’edizione 2018-19) e, all’interno di questa frazione, delle shopper e buste di plastica (2% contro l’11% dell’edizione 2018-19), così come diminuito è risultato anche il packaging (6% contro l’11% dell’edizione 2018-19).

Per quanto riguarda i rifiuti riconducibili all’emergenza pandemica in corso (mascherine, guanti monouso, flaconi di gel igienizzanti, ecc.) , i volontari non hanno riscontrato una presenza significativa fra quelli ripescati in mare.

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