Bandiere al vento che passione «Collezione che cresce con me»
I vessilli di Tartari tra aneddoti, omaggi e senso di appartenenza Ora in via per Scortichino sventolano i cinque cerchi delle Olimpiadi
LA STORIA
Chi ha visto in questi giorni la bandiera a cinque cerchi sventolare, lungo via per Scortichino, deve avere pensato che si trattasse di un modo per celebrare le imprese degli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. Ma questa è soltanto una parte della verità, nel senso che chi abita a Bondeno sa bene che le bandiere da questa parte del territorio cambiano con straordinaria frequenza. Merito di una passione, quella di Eros Tartari, di esporre i suoi vessilli, che catturano inevitabilmente la curiosità dei passanti.
LA PASSIONE
«È una passione che coltivo da sempre, perché le bandiere sono un segno di appartenenza, attorno alle quali ritrovarsi, ma anche un segno di festa. Da bambino ho sempre pensato questo, nel vedere sventolare le bandiere in occasioni importanti, e che hanno sempre dato la sensazione di un evento festoso». Ed è stato così anche durante gli anni indimenticabili del torneo Baby-Goal che, per quasi vent’anni, ha portato a Bondeno le migliori formazioni giovanili di tre regioni, oltre alle compagini professionistiche fino alla categoria Allievi, come Inter, Milan, Juventus, Atalanta o Fiorentina. «Al Baby-Goal – racconta Tartari – io ero l’addetto dell’esposizione dei vessilli. Prendevo contatti con il Comune per poter recuperare un numero di bandiere sufficienti per circondare il perimetro dell’intero campo di gioco: la bandiera tricolore, ovviamente, ma anche quella dell’Unione Europea e del nostro Comune. Una bandiera dai colori biancazzurri, come quella della Bondenese Calcio, che conservo tuttora. E che era quella che esponevo durante le partite domenicali del club. Quando la gente, passando da via XX Settembre, vedeva sul pennone la bandiera dell’Italia e quella della Zanobia, tutto il paese sapeva che la Bondenese giocava in casa. Sono stati momenti indimenticabili».
LA COLLEZIONE
Intanto, però, la collezione di bandiere si è allungata, nel corso del tempo. «Attualmente possiedo tra le 30 e le 40 bandiere che alterno sul pennone del mio cortile. Ho esposto anche la bandiera sempre suggestiva delle Repubbliche Marinare – continua Eros Tartari – e quella con lo stemma Sabaudo. Ma possiedo anche la bandiera di San Marino, che è biancazzurra come quella della nostra città». In un’occasione, ha sventolato in via per Scortichino anche una bandiera con la filibusta, segno indiscutibile dei pirati, ma l’episodio creò anche qualche malumore.
Per questo motivo, l’esperimento fu archiviato, mentre negli scorsi giorni Tartari ha lasciato sventolare la bandiera olimpica, in linea con il periodo. In futuro potrebbero esserci altre sorprese: «Ho sempre ammirato le genti altoatesine – conclude Tartari – che espongono i loro simboli negli edifici, nelle chiese. Mi piacerebbe poter avere anche la bandiera dell’Alto Adige-Sud Tirolo, come pezzo distintivo della mia collezione».
Mi. Pe.
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