Kastamonu vuole ampliare La Provincia: è zona Unesco
La multinazionale del legno di Pomposa ha in progetto una nuova linea Per il Castello, però, i vincoli dell’area sotto tutela vietano impianti del genere
Scontro sull’ampliamento della Kastamonu di Pomposa. Il nuovo capannone progettato dall’azienda turca, che ha raccolto l’eredità della Falco a Pomposa, ricade infatti almeno parzialmente all’interno della macro-area del sito Unesco Delta del Po, collegato a quello di Ferrara, e quindi il progetto ha trovato una prima opposizione da parte della Provincia. La questione resta comunque aperta in vista della prima riunione della Conferenza di servizi, con tanto di confronti tra legali appena attivato. Una vicenda che può anche far chiarezza sulla tipologia di attività consentite in una zona delicata dal punto di vista ambientale ma fortemente antropizzata.
la vicenda
È stata la Provincia a far emergere la vicenda, esprimendo «rilievi, con conseguente richiesta d’integrazioni» sulla richiesta di una nuova linea produttiva a fianco dello stabilimento di produzione di pannelli a base di legno nello stabilimento di Pomposa. «L’impianto risulta identificato quale attività “a rischio d’incidente rilevante” - annota la determina firmata dal dirigente Stefano Farina, per acquisire un parere legale in merito - L’area in cui lo stabilimento sarebbe destinato ad insistere ricade nel perimetro di un sito Unesco. Ai sensi dell’art. 34 del vigente Piano territoriale di coordinamento provinciale sono precluse alla realizzazione di simili impianti le aree di rilevante interesse storico-testimoniale appartenenti alle aree iscritte al sito in questione».
Alle richieste d’integrazione, però, l’azienda ha risposto con il parere di uno studio legale, specializzato in materia, che «non escluderebbe la realizzazione del nuovo stabilimento nell’area, contrariamente a quanto prospettato dalla Provincia». Di qui l’opportunità da parte del Castello di acquisire un ulteriore parere legale, «giuridicamente approfondito e imparziale», in vista appunto della Conferenza di servizi prevista per il 10 settembre.
i corollari
L’area Mab Unesco del Delta è divisa in tre fasce non omogenee, che sono regolate da norme diverse per quanto riguarda gli insediamenti e le attività produttive. L’area “core”, quella più rigida dal punto di vista delle normative, copre parzialmente la zona di Pomposa verso la costa, mentre a sinistra della Romea (direzione Venezia), dove vi sono gli insediamenti produttivi, è colorata di vede chiaro sulla mappa Mab, che indica le aree di transizione, con vincoli meno rigidi. Bisogna quindi verificare anzitutto l’esatta perimetrazione, e poi analizzare i vincoli specifici.
Kastamonu, che ha acquisito nel 2017 lo stabilimento ex Falco in precedenza appartenuto al gruppo Trombini, ha continuato la sua attività anche nella prima fase dell’emergenza coronavirus in quanto era inserita tra le attività essenziali. Nel quadro riassuntivo del Ptcp l’attuale attività produttiva di Pomposa non risulta inserita nella lista dei tredici stabilimenti catalogati a rischio rilevante, che comprende le realtà del polo chimico e insediamenti a Ostellato, Argenta, Tresigallo e Sant’Agostino.
S.C.
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