La Nuova Ferrara

Ferrara

a margine del caso-trenino 

La “guerra” in chat tra consiglieri leghisti Savini: chiarimento

S.C.

I pesanti rilievi di Solaroli diventano un caso «Non dovevano finire sul giornale, ma bisogna ritrovare l’unità d’intenti»

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Le chat tra gli esponenti leghisti che fanno capo al vicesindaco Nicola Lodi, emerse nell’inchiesta sul caso-trenino, allargano il solco già evidente all’interno del movimento e del gruppo consiliare della Lega. Ad essere coinvolti nelle discussioni, con epiteti e valutazioni che hanno poco a che fare con la dialettica politica, sono infatti non solo la consigliera ribelle, poi effettivamente uscita dal gruppo, al centro del caso del presunto lavoro offerto in cambio di dimissioni, cioè Anna Ferraresi, ma anche altri consiglieri come Alcide Mosso, Luca Caprini e soprattutto Francesca Savini. Che ora, di rientro dalle ferie, torna a chiedere un «chiarimento» nel suo stesso gruppo.

Savini, nota per le prese di posizioni su alcuni progetti urbanistiche che hanno poi indotto la giunta e il resto della maggioranza a seguirla, viene così definita da Stefano Salaroli, braccio destro di Lodi in Consiglio comunale: «Ferraresi è matta come un cavallo, ma è meglio della Savini», «Savini voglio farla impazzire, la odio, troppo falsa», e il crescendo tocca anche altri consiglieri, anche da parte dell’ex Rossella Arquà.

Qualcosa di più che fonte d’imbarazzo. La diretta interessata prima se la prende con la diffusione delle chat: «È davvero avvilente constatare come il dibattito politico locale possa essere influenzato dalla pubblicazione di conversazioni telefoniche private contenenti considerazioni su persone totalmente estranee ai fatti oggetti della controversia legale. Questo dimostra ancora una volta - dice Savini - l’assoluta necessità di una legge che regolamenti la pubblicazione del contenuto degli atti giudiziari in modo da garantire la riservatezza e la privacy delle persone non direttamente interessate nel merito di quanto apparso sulla stampa». Poi l’affondo contro i protagonisti della chat: «Poco resta da aggiungere rispetto a ciò che già si sa sulle contrapposizioni esistenti all’interno del gruppo della Lega, riguardanti la gestione del gruppo stesso e il modo di concepire la partecipazione dei consiglieri alle decisioni del partito. Per questo - conclude la consigliera - è auspicabile che si giunga quanto prima al chiarimento tante volte richiesto per trovare quell’unità d’intenti di cui il governo della città ha bisogno per realizzare il programma che gli elettori hanno premiato».

S.C.

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