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Scuola, le criticità La Cgil: servono nuovi spazi e più tempo pieno

Alessandra Mura
Scuola, le criticità La Cgil: servono nuovi spazi e più tempo pieno

Definiti gli organici di fatto, la primaria perde 564 alunni Ancora troppe classi numerose: «Usare i fondi del Pnrr» 

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Ancora troppe classi numerose e richieste di tempo-scuola insoddisfatte. Sono queste le criticità sottolineate dalla Cgil-scuola all’indomani dell’incontro con l’Ufficio scolastico provinciale per definire gli organici di fatto.

Le “correzioni” agli organici di diritto interessano soprattutto le scuole superiori, dove si è registrato il più rilevante aumento di iscritti, e che partono da un organico di diritto con 1.225 posti comuni e 191 di sostegno, con l’aggiunta di 197 posti di potenziamento di cui 6 di sostegno. Resta immutata la situazione nel comparto infanzia, con un organico di diritto di 306 posti complessivi, di cui 274 comuni, 21 di sostegno e 11 di potenziamento. Adeguamento minimo per le scuole primarie, che accusano un calo di ben 564 alunni rispetto all’anno precedente: ai 1.200 posti di fatto (956 comuni, 150 di sostegno e 109 di potenziamento, di cui 18 di sostegno) ne saranno aggiunti appena tre: a Porotto per lo sdoppiamento di una prima; a Formignana per lo sdoppiamento di una seconda più una cattedra aggiuntiva di inglese suddivisa tra Codigoro, Portogaribaldi, Mesola e Tresigallo. Alle medie infine, agli attuali 830 posti di diritto (648 comuni e 140 di sostegno e 41 di potenziamento, di cui 10 di sostegno) sarà aggiunto un organico di fatto pari a un posto intero e 30 posti “orari” , considerato che l’Ic Alda Costa perde una prima classe (da 7 a 6), l’Ic De Pisis cresce di una prima a tempo prolungato e mantiene il progetto sportivo; l’Ic Perlasca mantiene il progetto musicale e l’Ic di Codigoro passa da tre a quattro prime.

Ma al netto dei potenziamenti di organico, lamenta il sindacato, «le segnalazioni che avevamo presentato insieme ai dirigenti scolastici non sono state accolte», puntualizza la responsabile della Cgil Scuola di Ferrara, Hania Cattani. Nello specifico, per l’Ic Govoni sarebbe necessario un tempo pieno in più, così come per l’Ic di Copparo era stata chiesta una classe aggiuntiva di tempo pieno ed era stata anche posta l’attenzione sui problemi di Berra, «dove i numerosissimi Bes (alunni con bisogni educativi speciali, ndr) assorbono molto organico». A Ostellato invece «servono tre mezze sezioni in tre scuole d’infanzia, perché ci sono più bambini e servono le sezioni intere per garantire l’intera giornata».

A questo si aggiunge il nodo-spazi, che vanno implementati, per evitare aule-pollaio. «Le classi dovrebbero contare al massimo 22-23 studenti, sia per le misure legate alla pandemia, sia per la qualità pedagogica e didattica». Ma nel Ferrarese le criticità non mancano, elenca Cattani: a Voghiera, con 52 iscritti, le classi dovrebbero passare da due a tre, a Goro c’è una seconda media con 26 alunni, al Guido Monaco di Pomposa una prima ne conta 30, problemi anche all’Isit-Burgatti di Cento dove peraltro manca la palestra, così all’Ic Bassani di Argenta, dove gli spazi per l’infanzia sono insufficienti e manca il dormitorio, e ancora al Vergani dove manca la palestra e servono spazi per i laboratori. Infine, «serve una informativa per gli Ata, perché mancano ancora i ruoli».

Un passo in avanti è stato compiuto il 6 agosto, all’incontro tra i rappresentanti sindacali nazionali e il ministro Bianchi sul “Patto per la scuola” siglato a maggio. Molte le segnalazioni arrivate sul tavolo ministeriale di classi con oltre 27 alunni, limite oltre il quale scatta la possibilità di erogazione di contributi per l’edilizia scolastica con i fondi del Pnrr «non tanto per realizzare nuove costruzioni, ma per interventi di recupero. Ma a questo punto deve entrare in campo la politica locale per individuare i nuovi spazi». Da qui il rinnovo della richiesta della convocazione del tavolo provinciale per un confronto allargato a tutti i soggetti coinvolti su spazi, organici e trasporti.

Alessandra Mura

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