Lo Jolandino Grest fa il tutto esaurito anche in trasferta
Toccate le 1.200 presenze in un mese di attività e ricavato in beneficenza Il ringraziamento finale ad attività e volontari
AMBROGIO. Dopo un mese di attività si è chiuso venerdì scorso lo Jolandino Grest 2021 in trasferta: quattro settimane di giochi, musica, divertimento, tornei, laboratori e, soprattutto, amicizia. Per dirvi del clima che si respirava all’oratorio di via san Sarlo, basta pensare alle indicazioni del parroco, don Piergiorgio Mancin: «Venga a trovarci, è facile. Quando arriva in piazza ad Ambrogio, basta seguire la musica...» e in effetti, è stato facilissimo.
Quattro settimane, cinque giorni a settimana, 60 posti al giorno, esauriti. Dunque, l’iniziativa ha contato in tutto ben 1.200 presenze. I ragazzi che hanno partecipato, comunque, avevano tutti l’aria di essersi divertiti parecchio. Il grest era aperto a bambini e ragazzi nati negli anni dal 2007 al 2017 e nella quota settimanale (non alta), era compresa l’assicurazione con ricavato devoluto alle missioni salesiane in Etiopia seguite dagli Amici del Sidarmo, gruppo di volontari che collabora con i salesiani di Emilia e Lombardia.
Ma l’obiettivo era crescere insieme in allegria, formare buoni cristiani e onesti cittadini, Naturalmente, c’erano anche diversi volontari locali e di Jolanda (questo grest nasce a Jolanda, ma si è spostato ad Ambrogio anche grazie al sostegno del Comune di Copparo (da quest’anno) e alla disponibilità del parroco e della comunità, le nonne Rosa e Romana ai fornelli (cibo fornito da Crai e Coop Reno di Jolanda), la Tabaccheria Italia di Jolanda, che ha fornito materiale per le attività creative, e la Pro Loco di Jolanda. Poi il ringraziamento alle famiglie e ai volontari che hanno creduto sin dal primo momento nell’iniziativa: in particolare la famiglie Agnelli, Dall’Occo e Curti. E poi a Laura, Irina, Angela, Paola, Liviana, Roberto, Valeriano, Samuele, Oriano, Esmeralda, Giovanna e quanti hanno contribuito a rendere Jolandino Grest un posto ideale per aiutare i più piccoli.
Alessandro Bassi
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