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Nuove soluzioni digitali: 130 domande in sette giorni

Nuove soluzioni digitali: 130 domande in sette giorni

Ripresa post Covid, boom di richieste per oltre un milione di euro di investimenti Govoni: ma sei imprese su dieci sono ancora ai primi stadi dell’economia 4.0 

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Sono 130 le domande presentate alla Camera di Commercio in una sola settimana, con investimenti che superano il milione di euro, dalle imprese ferraresi per lo sviluppo di soluzioni digitali in risposta all’emergenza sanitaria e economica dovuta all’epidemia da Covid-19.

Una partecipazione importante, che dimostra la volontà degli imprenditori – soprattutto giovani – di non mollare ma, anzi, di rinnovarsi, di introdurre tecnologie nuove, di investire per sostenere la propria presenza sul mercato.

Sviluppo di piattaforme per l’e-commerce, smart working e soluzioni tecnologiche digitali di filiera le voci più gettonate, ma la ricaduta è doppia, sottolinea l’ente camerale: in oltre il 69% dei casi, infatti, la consulenza è stata fornita da imprese del territorio, da quel terziario innovativo sempre più di supporto, in particolare, al comparto manifatturiero dell’Alto ferrarese. Altrettanta attenzione è stata rivolta a progetti per lo sviluppo di modelli produttivi green driven, orientati alla qualità e alla sostenibilità tramite prodotti e servizi con minori impatti ambientali e sociali.

«Sostenibilità e digitalizzazione – ha sottolineato Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio – sono i due temi cui saranno destinate gran parte delle risorse del Recovery Plan, sui quali la nostra Camera di commercio sta svolgendo e intende continuare a svolgere una importante azione di assistenza e di accompagnamento delle imprese. Sei imprese ferraresi su dieci – ha concluso Govoni – sono ancora ai primi stadi dell’economia 4. 0 e in un caso su 3 fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali».

Secondo i dati della Camera di commercio, il 70% delle micro e piccole imprese che ha avviato la svolta digital ritiene di poter raggiungere i livelli di produttività pre-Covid già nel 2022 (contro il 54% di quelle che ancora non hanno messo in campo investimenti nelle nuove tecnologie), allineandosi così alla quota di medio-grandi imprese che hanno la medesima previsione. Le imprese familiari hanno risentito particolarmente dei riflessi negativi della crisi pandemica e solo in 6 casi su 10 confidano in un recupero entro il 2022.

Tra quelle che hanno investito nel digitale, però, la quota sale al 70%. Analoghi effetti positivi si riscontrano tra le imprese dei servizi: il 59% di quelle digitalizzate, infatti, ritiene di poter azzerare gli effetti dell’emergenza sanitaria entro il 2022, a fronte del 51% di quelle non digitalizzate.

A Ferrara non mancano le imprese innovative, che sono in linea con la media italiana, ma esiste una forte polarizzazione tra le imprese più dinamiche, che in 9 casi su 10 realizzano prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, e quelle più marginali, in cui le innovative sono solo 2 su 10. Queste imprese – fa sapere la Camera di commercio – si distinguono nelle attività di ricerca e sviluppo, nella formazione del personale sulle innovazioni e nell’impiego delle nuove tecnologie digitali. Oggi, del resto, la vera sfida è la cosiddetta “trasformazione digitale”, ossia la trasformazione del modo di fare business come necessario passaggio per uscire dalla crisi ed evolvere.

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