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sul volano a contrapò 

L’ultimo bilancione a rischio demolizione «Storia da salvare»

Margherita Goberti
L’ultimo bilancione a rischio demolizione «Storia da salvare»

Per la Regione è abusivo, contenzioso da 70mila euro Va sgombrato entro l’1 settembre. Petizione al sindaco

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L’ultimo bilancione di Ferrara è a rischio demolizione. Di queste strutture da pesca e per il tempo libero ve ne sono 19 nel Bondenese, decine e decine in quello di Comacchio e uno apppunto a Contrapò, dalla storia molto travagliata. Tutta la vicenda è stata riassunta in una lettera presentata recentemente al sindaco Alan Fabbri che ha promesso impegno. Il promotore è Maurizio Grazzi presidente dell’associazione Paracadutisti d’Italia a cui si sono associati Riccardo Modestino dell’Istituto Nastro Azzurro, Massimiliano Bristot presidente Asd 4 Torri volley e Giuseppe Simoni rappresentante del paese.

È stata programmata ai primi di settembre la demolizione del bilancione situato sull’argine sinistro del Po di Volano, per ordine della Regione. «Dopo la scomparsa nel 2006 di Luigi Bertazzini che lo gestiva – riferisce Grazzi – prendemmo i primi contatti con la Regione per poter subentrare come associazione d’arma. Abbiamo eseguito tutti i lavori necessari per ripristinarlo, sempre con l’autorizzazione della Regione, posizionando 54 pali in legno speciale lunghi cinque metri nel fango a valle della struttura». Nel 2013, a seguito del terremoto che aveva reso inagibile la Casa della Patria, l’associazione presentò domanda di concessione anche allo scopo di trasferire nel bilancione le sue attrezzature tra cui dieci pompe e relativi gruppi elettrogeni. «Non abbiamo mai avuto una risposta ma abbiamo continuato a mantenere il capanno in perfetta efficienza, mentre il gruppo paracadutisti della Protezione civile era costretto a sciogliersi» continua Grazzi.

È poi cominciato un contenzioso con Arpae che nel 2020 ha chiesto ben 70.900 euro per i mancati pagamenti della concessione dal 2001. Grazzi si è rivolto ad un legale che è riuscito ad evitare il pagamento, ma ciò non la diffida della Regione, appesa anche alla porta del bilancione, secondo la quale la struttura «non è in regola con le occupazioni demaniali e con le normative urbanistiche».

La sua salvezza sta però a cuore a molti, pronti a subentrare nella gestione ai paracadutisti, di qui la mobilitazione. «Togliere a Ferrara il bilancione – conclude Grazzi – è come togliere a Venezia le gondole e ci sta a cuore che non scompaia una testimonianza della nostra storia locale». Basti pensare che la struttura risale al 1949, quando Romolo Cavallini lo costruì per sfamare i suoi sei figli, dopo il lavoro nei campi. Bertazzini, vicepresidente dell’Associazione paracadutisti, che lo gestì dal 1981 e il 2006, lo trasformò in un “salotto” frequentato da molti ferraresi.

Margherita Goberti

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