La Nuova Ferrara

Ferrara

COPPARO  

La discussione infinita «L’Unione sul velox sta sbagliando ancora»

D.M.
La discussione infinita «L’Unione sul velox sta sbagliando ancora»

2 MINUTI DI LETTURA





COPPARO. No, non c’è più, ma continua a far parlare di sé. Si tratta del velox che si trovava sulla Sp5, la strada che da Copparo porta a Ro. L’Unione Terre e Fiumi ha chiuso il capitolo rimborsi richiesti da quanti avevano deciso di pagare la multa subito (con lo sconto), ribadendo l’interpretazione della Cassazione per cui chi ha pagato subito per usufruire della riduzione di fatto ammette la colpa e non può chiedere risarcimenti. Contrariata la consigliera di Riva del Po, Daniela Simoni, fra le più attive nella battaglia contro il velox, poi rimosso. «Non c’è peggior sordo di chi non vuol capire o di chi fa finta di non capire – commenta –. L’Unione dice di non voler riconoscere il maltolto, perché di questo ormai palesemente si tratta, in quanto il contribuente ha patteggiato. Ma nel nostro caso, ripeterò fino allo sfinimento, la richiesta era di un annullamento in autotutela in ragione del fatto che l’illegalità e l’illegittimità dell’accertamento (lo stesso prefetto di Ferrara ha scritto nero su bianco che lì il velox non ci poteva stare...) fanno venir meno i presupposti della sanzione stessa, che sarebbe nulla. In sostanza, vero che il contribuente non può più agire in giudizio per opporre la sanzione, vero che pagando ha ammesso, ma non viene meno la possibilità, anzi meglio dire il dovere, per l’ente di restituire “da sé” le somme illegittimamente riscosse. Che per una volta l’ente palesasse la sua di responsabilità, che è fra l’altro molto evidente visto tutti i ricorsi che sono stati vinti e le sanzioni annullate e le spese di giudizio rimborsate».

Simoni ribadisce la scelta della richiesta: «Sapevamo benissimo che i rimedi giurisdizionali erano preclusi. Questo tentativo è stato fatto proprio perché la legge lo consente ed è indipendente dalle decisioni del tribunale. Il vero problema è che questo meccanismo legislativamente previsto si fonda sull’onestà intellettuale e sul rigore morale di quegli amministratori che mettono l’interesse della collettività al di sopra del proprio. In questo caso invece, come lo stesso presidente dell’Unione (Andrea Zamboni; ndr) ammette, per fortuna il bilancio ovvero le casse dell’Unione, non hanno sofferto troppo della rimozione del “giocattolo illegittimo”. Le luci dei riflettori su questo triste esempio di mala gestione amministrativa devono continuare a restare ben accese nella speranza che i cittadini/elettori possano compiere scelte più consapevoli e oculate. Per quanto mi riguarda, come consigliera e insieme alle persone che hanno scoperchiato questo pentolone (Lorena Rizzardi, Carlo Spaziani e l’avvocato Giacobbe solo per fare alcuni nomi) continueremo a indagare: ci sono interessanti sentenze che si sono pronunciate, annullando la sanzione comminata per mancanza di omologazione dell’apparecchio rilevatore. Ripartiamo da qui».

D.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google