Camera mortuaria in tilt Si è rotta una delle celle: le salme spostate altrove
COMACCHIO. Cella frigorifera della camera mortuaria della Casa della Salute San Camillo fuori uso per un guasto: le salme vengono trasferite all’ospedale del Delta.
Da alcuni giorni la camera mortuaria di Comacchio funziona a regime ridotto, dopo un guasto sopraggiunto, a ridosso del ferragosto, ad una delle celle frigo, di cui la struttura è dotata. La segnalazione arriva dopo il trasporto di alcune salme da Comacchio a Lagosanto, senza congruo preavviso per le famiglie degli interessati.
Anche per la Consulta Popolare per il San Camillo la notizia è un fulmine a ciel sereno e per il suo presidente, Giovanni Gelli, una soluzione deve essere individuata in tempi brevi. «Se si tratta di un guasto tecnico – afferma il presidente della Consulta –, si deve provvedere. Ci sono manutenzioni d’urgenza, dalle quali non ci si può esimere. Deve per forza esserci un contratto di manutenzione – prosegue Gelli –, che deve essere assolutamente rispettato. Se, a esempio, in ospedale un’apparecchiatura non dovesse funzionare, non si dovrà mica aspettare che l’azienda incaricata finisca le ferie prima di provvedere al ripristino».
Giovanni Gelli invoca l’intervento del Settore tecnico dell’Azienda Usl di Ferrara, perché «negli enti pubblici si tutelano verso terzi con la sottoscrizione di contratti, anche per le manutenzioni straordinarie e questi contratti vanno fatti valere».
La risposta dell’Asl di Ferrara non ha tardato ad arrivare e fa sapere che «la ditta di manutenzione è intervenuta immediatamente, non appena si è verificato il problema e ha subito individuato la rottura». Il guasto però non può essere riparato, in quanto si è riscontrata la necessità di acquistare un pezzo di ricambio da installare nella cella frigorifera. Ed ecco allora che si è manifestato un altro scoglio da superare, dato che la ditta costruttrice dei pezzi di ricambio sta tardando a rispondere ai solleciti dell’Asl, per via della pausa estiva di Ferragosto.
«L’azienda sta facendo un sollecito dietro l’altro – fanno sapere dall’azienda sanitaria – e si sta adoperando in tutti i modi per cercare di velocizzare la riparazione, ma la cosa non è semplice. Nonostante l’impegno e nonostante il problema, non dipende da negligenza propria».
Il disagio per alcune famiglie sarà destinato a procrastinarsi dopo il periodo ferragostano, ma l’Asl manifestando il proprio «rammarico per i congiunti delle persone decedute, che devono spostarsi all’ospedale del Delta», tiene a precisare che al San Camillo è sempre funzionante una seconda cella refrigerata.
Katia Romagnoli
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