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«L’avevo appena salutata Aveva la gioia di vivere una bambina fantastica Vederla così in casa...»

D. P.
«L’avevo appena salutata Aveva la gioia di vivere una bambina fantastica Vederla così in casa...»

Lo zio racconta il dramma della famiglia. E i vicini sgomenti dicono: «Abbiamo capito vedendo in strada solo il fratellino, sempre insieme» 

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Le testimonianze

Guarda in alto, al balcone del primo piano, ricorda e quasi singhiozza: «Era lì sul balcone, ieri (martedì, ndr) mi aveva salutato con quella sua gioia di vivere: era una bambina fantastica, bellissima, empatica. Vederla senza vita, così...».

L’ha saputo quasi subito, lo zio della piccola, tramite il tam-tam della famiglia, di origini marocchine, che vive da tanto tempo vita qui a Ferrara. «Mi dispiace, mi dispiace – spiega raccontando la tragedia della nipote di 8 anni – Mi dispiace soprattutto per mia cognata (lui è sposato con la sorella della mamma, ndr), non sa darsi pace». «Lei è una donna forte che lavora e gestisce la famiglia, ma non vuole credere alla morte della piccola e ci ha anche detto che non potevamo raccontarle delle bugie».

E come biasimarla: sì, non ci si riesce, non si può credere alla vita stroncata di una bambina così, all’improvviso, per una banale caduta. «Non so, non sappiamo ancora cosa è successo e perché. I soccorsi? Non so perché sono arrivati sono stati chiamati solo nella tarda mattinata, non sembrava fosse una cosa grave, non fino a questo punto, non è immaginabile».

Non immaginano, sanno, i vicini, che è successo qualcosa di grave nella casa: i gestori del negozio al piano terra del palazzo della famiglia della piccola: «Sì, è successo qualcosa di grave» si limita a dire. Si affaccia in strada anche la vicina della casa attigua: ha intuito anche lei, visti i movimenti prima di ambulanza, poi della auto di Polizia, da poco dopo pranzo, alle 13 fino al tardo pomeriggio, e poi della gente che andava e veniva aveva capito: «Ho visto solo il fratellino, è successo qualcosa? », domanda quasi aspettandosi la risposta dai cronisti davanti al suo cancello. Il fratellino in strada, fuori casa, allontanato e accompagnato dalla Polizia, per proteggerlo. Immaginava, la vicina, ma non fino a realizzare la tragedia avvenuta a poche decine di metri dalla sua casa. «Ho visto solo il fratellino, ho immaginato fosse successo qualcosa alla piccola. Li vedevo spesso, sempre insieme, fratellino e sorella». Erano insieme anche martedì scorso, al parco dell’Acquedotto. Lei con lui, che ieri si aggirava nel cortile, assieme ai poliziotti, mentre su al primo piano della palazzina, la Scientifica e gli ispettori della Mobile svolgevano il sopralluogo, cercavano riscontri e assieme al medico legale hanno fotografato l’intera tragedia. Eccoli, allora, gli ispettori arrivare al piano interrato, dove ci sono le cantine, fotografare la bicicletta, cercare ammaccature, strisciate dopo la caduta all’origine di questo dramma familiare.

Un dramma, che lo stesso zio fotografa nella sua semplicità, ripetendo il suo dispiacere per questa frustata che ha piegato la sua famiglia. «Ma adesso ci sarà anche un processo? » chiede alludendo alle indagini in corso. È presto per dirlo, bisognerà attendere la perizia medico-legale.

D. P.

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