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Affitta casa a famiglia “Garante” il Comune ma il canone non arriva

Fabio Terminali

«Ho aiutato delle persone in difficoltà», dice il proprietario  Intanto da 8 anni il caso si trascina senza una vera soluzione

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Sant’Agostino. Sarebbe potuta essere un’occasione di guadagno, non certo spropositato ma comunque degno. Sulla base di un patto di fiducia con un’istituzione, quindi a maggior ragione garantito. E invece, almeno fino a questo punto, il conto vira decisamente verso il rosso: gli arretrati non pagati per l’affitto si sono accumulati, mese dopo mese, arrivando a toccare quota 20mila euro circa. «Una beffa, una vicenda davvero paradossale», racconta il proprietario di un appartamento di Sant’Agostino.

Questa storia comincia nel 2013. «Sapendo che ho una casa sfitta, l’allora Comune di Sant’Agostino, oggi Terre del Reno, mi scongiura di fare un contratto di affitto a una famiglia che si trova nella graduatoria per accedere alle case popolari, che non sono abbastanza per soddisfare il fabbisogno», spiega l’uomo.

Insomma, la proposta è una soluzione temporanea, una sorta di favore personale, nell’attesa che quella famiglia da aiutare riesca a garantirsi una posizione utile all’interno della graduatoria e avere così a disposizione un alloggio pubblico. «Io accetto – dice il proprietario di casa – e gli assistenti sociali per un anno versano regolarmente la parte di contributo comunale sul mio conto».

I PROBLEMI

Fin qui tutto bene, poi arriva la scadenza del contratto, e si fa un passo in avanti. «Dal Comune mi pregano di rinnovarlo e a questo punto faccio un 4+4, sempre alla stessa famiglia, fidandomi delle parole degli assistenti sociali e di quelle dell’allora sindaco Fabrizio Toselli, con il quale ho potuto parlare una volta».

Succede però un fatto: la famiglia locataria entra in difficoltà economica sempre più seria, non paga più la sua quota, e lo stesso a sorpresa fa l’amministrazione comunale. «Dagli uffici hanno fatto gli gnorri – accusa il locatore – dicendo in pratica che si trattava di un contratto tra privati e che loro non c’entravano nulla. Piuttosto io avrei dovuto mandare lo sfratto».

Eppure, ci sono dei carteggi significativi, delle lettere che parlano chiaro. Tanto che il Comune, dal 2017 e per un paio d’anni, riprende a fare dei mandati di pagamento direttamente a favore del proprietario dell’appartamento, smentendo nei fatti di non avere nulla a che fare con il contratto. Ricevute con intestazione in bella evidenza. «Quelle posso mostrarle, gli incontri di persona e le telefonate che ci sono state nel corso del tempo no. Ma credo che quello che ho in mano sia rilevante, che conti qualcosa».

E quindi siamo a un lieto fine? Niente affatto. «Il Comune ha smesso nuovamente di pagare e gli amministratori si rifiutano anche di incontrarmi allo scopo di trovare una possibile via d’uscita, una soluzione bonaria. Nonostante in un primo tempo si fossero mostrati disponibili. E ancora non sono riuscito a cavare un ragno dal buco, anche a fronte di solleciti legali. Ma si può?» si chiede l’uomo.

Fabio Terminali

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