Casa di Cura Santa Maria Nuova ala pronta da settembre
Le sale operatorie della struttura saranno a pieno regime terminato il collaudo È il settimo ampliamento dal 1951 con un investimento di 8 milioni di euro
L’emergenza covid si combatte anche con strutture sanitarie che si rinnovano in grado di soddisfare le richieste dell’utenza. La nuova ala della casa di cura “Santa Maria Maddalena” entrerà a settembre in piena attività, dopo l’arrivo delle ultime attrezzature per le sale operatorie. «Il reparto di fisioterapia e riabilitazione funzionale collocato al piano terra e i 14 posti letto per degenza chirurgica al primo piano sono già stati avviati – spiega il direttore operativo Vittorio Morello – Per quanto riguarda le sale operatorie, terminato il collaudo nel mese di agosto, saranno a pieno regime a settembre».
L’investimento
La struttura da 1900 metri quadri è destinata alla chirurgia ad alta complessità, principalmente protesica ed urologica ed ha richiesto un investimento di 8 milioni di euro.
«Il tutto a km0, perché realizzato avvalendoci di sole ditte locali – prosegue Morello – Il cronoprogramma, in verità, è stato rispettato solo in parte, perché saremmo dovuti partire con l’attività già in primavera. Un ritardo che posso definire quasi fisiologico, considerata la pandemia in atto: ad influire non c’è stato solo il lockdown in senso stretto, ma le difficoltà legate alle procedure “aggravate” di accesso alla nuova ala. Per il resto le ditte hanno fatto davvero un ottimo lavoro».
Le aziende
Che sono la ditta “Costruzioni Orizzonte” di Rovigo e “Ghiotti” di Trecenta, la “Tecnoelettra” di Occhiobello, la “Sivieri” di Copparo, la “Operamed” di Padova e gli studi ferraresi “Step” di Paolo Trapella e “Gianni Gabanella”. «La nostra è stata una precisa scelta di economia locale per favorire il territorio – sottolinea il presidente della casa di cura, Franco Pellegrini – si tratta di piccole e medie aziende con personale di alte qualità. Quando abbiamo avviato gli appalti hanno bussato alla nostra porta anche aziende di respiro nazionale, ma noi abbiamo privilegiato la vicinanza convinti che quest’opera ha anche un preciso valore sociale: significa infatti creare lavoro e far ripartire la nostra economia. L’unico caso in cui ci siamo rivolti ad una ditta lombarda è stato quando abbiamo realizzato la nuova radiologia, ma solo perché non abbiamo trovato nel territorio una impresa adatta allo scopo».
Quello della nuova ala è il settimo ampliamento da quando la casa di cura fu fondata nel 1951.
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