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La patata spera nel meteo per un’annata alla grande

Andrea Tebaldi
La patata spera nel meteo per un’annata alla grande

Siamo nel pieno della raccolta, Confagricoltura mostra ottimismo sul futuro I terreni del Basso Ferrarese permettono la coltivazione di numerose specie

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La campagna delle patate novelle in Emilia-Romagna è nel pieno dell'attività di raccolta e, confidando nelle favorevoli condizioni climatiche, terminerà intorno a metà agosto.

Questo l’incipit di Confagricoltura Ferrara che aggiunge: «In regione sono 5.050 gli ettari dedicati alla produzione di patata per il fresco e da industria, di cui circa 1.500 in provincia di Ferrara, che è seconda solo a Bologna (2.106 ettari). La zona produttiva del Basso Ferrarese permette la coltivazione di molteplici specie orticole e frutticole in ambienti ideali per il raggiungimento delle migliori performance quanti-qualitative».

Il Gruppo Mazzoni, con aziende associate a Confagricoltura Ferrara, è fortemente indirizzato verso le produzioni orto-frutticole e vivaistiche; tra le varie coltivazioni orticole, anche quella delle patate. A Luigi Mazzoni, amministratore della Mazzoni Spa e componente dell’assemblea dei delegati di Confagricoltura Ferrara, chiediamo di aggiornarci sulla campagna 2021.

«Le semine sono avvenute regolarmente, ma le gelate di fine marzo primi di aprile, cui è seguito il grande caldo, hanno causato condizioni di stress a tutte le coltivazioni, ivi comprese le patate facendo presagire un’annata negativa. Invece ad oggi – dice ancora Mazzoni – le produzioni, a differenza delle aspettative negative, sono sostanzialmente in media con le annate normali (450\500 ql su terra e 500\550 ql su sabbia), segno che le gelate non hanno prodotto danni significativi alle produzioni, sia su terra che su sabbia. Purtroppo molti areali - prosegue Mazzoni - sono stati colpiti dall’insetto terricolo comunemente detto ferretto, che ha causato importanti perdite del raccolto. Il ferretto è la nota dolente per le produzioni su terra, in quanto si è manifestato in quantità elevata ed ancora oggi non siamo riusciti a trovare contromisure per combatterlo. Se non troveremo qualcosa di efficace, si sarà costretti a limitare sempre di più le produzioni su terra, mentre quelle in sabbia al momento non registrano problemi. La continua e progressiva eliminazione di principi attivi utilizzati nella lotta agli elateridi, ha lasciato di fatto disarmati gli agricoltori; molti hanno già abbandonato la coltivazione delle patate, altri stanno decidendo se farlo. La raccolta è iniziata nella prima decade di luglio, ad oggi la qualità complessiva, se si esclude il problema del ferretto, possiamo considerarla buona per lavabilità, con calibri medio\sostenuti dei tuberi. Al momento si tiene come prezzo indicativo quello fornito dalla borsa di Bologna per il conto deposito del prodotto, pari a circa 0,25\cent per prodotto di prima categoria (45\70). Rispetto allo scorso anno, sostanzialmente non ci sono grandi variazioni, ma si capirà meglio al termine della raccolta, quando si tireranno le somme».

Mazzoni conclude: «Per quanto riguarda la produzione biologica di patate, al momento attuale abbiamo ottimi riscontri per resa produttiva, l'unico aspetto negativo risiede nel timore di attacchi di nematodi sul prodotto in quanto, come sappiamo, i terreni bio non sopportano la fumigazione».

Andrea Tebaldi

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