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Cronaca nera - Bergamo

15 anni, uccide la mamma

15 anni, uccide la mamma

La lite, una coltellata alla schiena, poi la telefonata: "Venite, le ho fatto del male"

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BERGAMO. «Venite ad aiutarmi, temo di aver fatto del male alla mamma». Questa la telefonata ricevuta dai carabinieri, sabato sera dai carabinieri di Treviglio. All’altro capo del telefono una ragazzina, quindicenne e sotto choc, per quanto aveva appena compiuto. Erano da poco passate le 21, quando al culmine di una lite con la mamma, la giovane ha afferrato un coltello della cucina e ha inferto un unico colpo alla schiena della mamma, che è caduta a terra priva di vita.La donna, Manuela Guerini, 43 anni, è morta praticamente subito. La lama è infatti arrivata fino al cuore della donna. Per lei i medici e gli infermieri non hanno potuto fare nulla. Il delitto si è consumato all’interno dell’abitazione dove la quindicenne viveva con la mamma, impiegata in uno studio di un commercialista nel centro di Treviglio, e qui - seduta su una sedia e in stato confusionale - la giovane ha atteso che arrivassero i carabinieri, ai quali ha aperto lei stessa la porta. I militari una volta concluse le operazioni, purtroppo inutili, di soccorso hanno chiesto alla giovane di seguirli in caserma e di raccontare che cosa fosse accaduto.

Prima di iniziare con le domande, i carabinieri hanno chiesto l’intervento di uno specialista, come sempre si fa per casi di questo tipo.E la giovane ha iniziato a raccontare che tutto sarebbe nato da una lite, di quelle che spesso avvengono tra adolescenti e genitori, originata per un futile motivo. Ovvero: la signora Manuela avrebbe rimproverato la figlia per una faccenda domestica e che le aveva assegnato, e che non era stata fatta, o non era stata portata a termine secondo quanto le era stato indicato. Ne è nato un battibecco con la figlia che ha dapprima replicato ai rimproveri con le parole e poi, mentre la donna era di spalle, in preda ad un raptus, ha afferrato il coltello appoggiato su un tavolo o un ripiano della cucina. «Volevo solo spaventarla», avrebbe detto la ragazza. Invece è partitolo un fendente. Un colpo unico, fatale.

Ai carabinieri, la giovane ha raccontato i motivi della lite, ricordando la circostanza, ma ha detto di non ricordare nulla del momento in cui ha afferrato la lama per colpire la mamma. Dopo il suo racconto la quindicenne è stata messa sotto protezione e affidata ad una struttura protetta per minori, seguita costantemente da alcuni psicologi. Il corpo della mamma è stato composto nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia. Madre e figlia vivevano al pieno terra di un edificio a corte, dove risiedono altre famiglie. I vicini sono rimasti choccati nell’apprendere il dramma che si era consumato nell’abitazione della signora Guerini. Madre e figlia sono descritti come persone cordiali e sorridenti con tutti. Quanto alla lite, pare non fosse la prima, ma finora erano le classiche litigate tra una madre e la figlia adolescente. Nulla che facesse presagire a questo tragico epilogo. «Una notizia che colpisce profondamente tutta la comunità - ha detto il sindaco Juri Imeri - Non ci sono commenti da fare in questo momento, ma solo stare in un rispettoso silenzio».

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