«Cinque liste causate da errori e partiti»
L’ex vicesindaco: meglio uno scontro politico destra-sinistra I candidati Tavassi e Alesci: divisi per le scelte calate dall’alto
PORTOMAGGIORE. Alle prossime amministrative per la prima volta a Portomaggiore si presenteranno ben cinque liste, di cui tre di centrosinistra e due di centrodestra. Chi se ne avvantaggerà? Lo abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti, a partire da Andrea Baraldi, ex vicesindaco e assessore, personaggio di spicco nel Pd portuense, ma stavolta rimasto fuori dalla lista a sostegno di Bernardi. «Avrei certo preferito uno scontro politico fra destra e sinistra, dove si propongono ai cittadini due visioni contrapposte di modello di società. Ma sono prevalsi rancori personali e manie di protagonismo. Il risultato è una frammentazione assurda in entrambi gli schieramenti, dove il cittadino fatica a orientarsi. Ritengo che nello schieramento di sinistra, quello a me vicino, Bernardi sia il candidato più autorevole, ha la giusta esperienza, ottime capacità politiche e intellettive. Nella sua presentazione dice che certi valori non sono negoziabili e sono quei valori in cui io mi ci ritrovo pienamente. Ora ognuno faccia la propria campagna elettorale, nel pieno rispetto delle persone, senza cadute volgari o denigratorie poi sicuramente, dopo il voto, a sinistra servirà un serio e approfondito ragionamento per portare a sintesi tutte le varie componenti del suo tormentato mondo. L’adesione del gruppo Pariali alla lista di Badolato ripropone agli elettori la stessa compagine che perse le elezioni nel 2001. Ora Badolato, Pariali e Grillanda si ripresentano, non è il nuovo che avanza, ma una minestra riscaldata e già bocciata dai portuensi».
«LONTANI DAI PARTITI»
Giovanni Tavassi, candidato sindaco della lista Rinascita Portuense, dice che «Amo partire dal presupposto che cinque anni fa il sindaco uscente, Nicola Minarelli, ha portato a termine una manovra politica scorretta che ha scontentato tutto l’elettorato. Per questo e per il disastro delle opere pubbliche sono nate tante liste. Poi, sono entrate a testa bassa sinergie politiche provinciali per la spartizione dei territori. Le liste sarebbero state anche di più, ma bisogna fare i conti col numero dei candidati, le quote rosa... Come Rinascita Portuense abbiamo messo un timone dritto, e da tempo, presentando subito un programma, mettendoci la faccia e i vari candidati».
«La presenza della lista TrasparEnte in alternativa al Pd rappresenta – spiega il candidato sindaco Giuseppe Alesci – un chiaro segnale della nostra volontà di rappresentare i cittadini con metodi lontani dalla classica politica dei partiti. Lo stesso Pd, oltre a non utilizzare appositamente il proprio simbolo, riconoscendo e ammettendo tacitamente il fallimento della sua politica nazionale dell’ultimo decennio, è pronto ad accogliere in lista candidati appartenenti a ogni fazione, andando a sfumare verso il centrodestra; è un evidente tentativo di accaparrarsi voti altrimenti destinati al vero e proprio centrodestra, ora diviso in due liste in seguito a screzi interni. Tutto ciò contribuisce a creare una situazione molto instabile, che cambia le gerarchie e rende imprevedibile l’esito della votazioni. TrasparEnte cerca il sostegno di quanti preferiscono non affidarsi a chi lavora con un partito che gestisce la propria politica, facendola calare dai vertici e con i classici accordi e clientelismi nascosti ai cittadini».
Ed ecco il pensiero del candidato Dario Bernardi: «Credo che l’offerta sia decisamente ampia e questo dovrebbe favorire la partecipazione dell’elettorato. Detto questo tutte le amministrative recenti, specialmente in Comuni piccoli ci dicono che le scelte degli elettori spesso prescindono dall’appartenenza politica, quindi davvero difficile dire chi si avvantaggerà...».
Maurizio Barbieri
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