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lo scontro 

Il gruppo Pd: una scuola intitolata a Gino Strada Balboni: non lo merita

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«Non sarà sufficiente ma sia un inizio. Ferrara intitoli una scuola, un edificio pubblico significativo, luogo di costruzione di sapere e conoscenza, a Gino Strada».

Cosi il gruppo consiliare Pd si è espresso dopo la morte del medico di Emercency che ha salvato tante vite umane martoriate dalla guerra.

«Non per retorica - secondo il Pd - ma per il valore che l’uomo, il medico, ha saputo dare, con Emergency, alla vita e alla lotta alle guerre, tutte, alle quali i governi non trovano, o non vogliono trovare, alternativa. Sia un simbolo di pace, di giustizia, di solidarietà, di educazione e collaborazione, di cura e vicinanza ai più deboli e fragili. Sempre e ovunque».

A questo proposta ha risposto il senatore Alberto Balboni, motivando la sua contrarietà all’intitolazione.

«Il Pd - dichiara il senatore - chiede di intestare una strada a Gino Strada, esempio di altruismo e pacifismo. Non sono d'accordo. Forse in pochi ricordano chi fu Gino Strada negli anni ’70. Io invece me lo ricordo eccome, purtroppo, perché gli anni di piombo li ho vissuti sulla mia pelle. Strada fu il capo del servizio d’ordine del Movimento studentesco alla Facoltà di Medicina dell’Università di Milano, i famigerati katanghesi. Per non lasciar adito a dubbi il suo gruppo si chiamava “Lenin” e l’arma d’ordinanza da cui non si separavano mai i suoi seguaci era l’altrettanto famigerata Hazet 36, una chiave inglese d’acciaio di quasi 50 cm da usare contro chiunque non fosse allineato con la loro idea comunista. La chiave inglese, per capirci, con cui fu massacrato a morte il sedicenne Sergio Ramelli, il giovane studente di destra la cui unica colpa era di aver scritto in un tema in classe che le Brigate Rosse erano solo degli assassini. Si dirà, ma poi Strada ha rimediato a quella violenza facendo del bene. Può darsi, anche se pure su questo ho qualche riserva. Ma resta il fatto che mai Strada ha rinnegato quella sua violenza giovanile. Ecco perché, tra Gino Strada e Sergio Ramelli, preferisco che si scelga di dedicare un luogo pubblico di Ferrara al giovane ucciso barbaramente solo a causa delle sue idee».

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