Pesca, piano Unci per conservare le risorse del mare
PORTO GARIBALDI. L’Unci Agroalimentare, associazione nazionale di rappresentanza e tutela delle cooperative operanti nei settori della pesca, dell’acquacoltura e della filiera agro-alimentare, ha messo in campo le iniziative e le attività previste dal Programma triennale della pesca e dell’acquacoltura, relativo all’annualità 2021. Le priorità sulle quali si intende puntare in particolare in Emilia Romagna sono: formazione professionale, programmi di ricerca scientifica, innovazione della filiera ittica, condivisione delle buone pratiche, promozione della pesca sostenibile e valorizzazione del territorio.
Tra gli obiettivi da raggiungere per un ammodernamento del comparto produttivo, c’è lo sviluppo di una economia ittica basata sulla mobilitazione delle potenzialità endogene dei territori allo scopo di creare un modello concreto ed efficiente, finalizzato alla promozione di nuove strategie di sviluppo del settore pesca professionale.
Grazie ad un avanzato sistema di monitoraggio e di elaborazione statistica delle catture, predisponendo appositi piani di gestione su dati di stock ittici, sarà possibile supportare le misure di conservazione e tutela della risorsa ittica, ponendo in essere un modello di minor sforzo di pesca e mantenendo un adeguato livello di operatività del settore e fornendo risposte alle esigenze e ai problemi degli addetti. Sul fronte della ricerca scientifica applicata al settore, invece, sono stati avviati progetti specifici in collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli su: acquaponica e idroponica, sistemi alternativi di coltivazione fuori suolo combinati con l’allevamento di pesci, per l’incremento del reddito dei pescatori; caratterizzazione e tracciabilità nella mitilicoltura; sperimentazione sull’allevamento di Sepia officinalis in ambiente controllato (stadio di schiusa e primo stadio di crescita).
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