Il 2021 anno nerissimo per la frutticoltura «Servono aiuti concreti»
«Il 2021 è un anno nerissimo per la frutticoltura ferrarese, forse ancor peggio del 2019».
Ad affermarlo è Lorenzo Chiericati, componente della giunta esecutiva di Confagricoltura Ferrara, frutticoltore con terreni in Comune di Riva del Po.
«Come noto le gelate della scorsa primavera hanno provocato danni enormi alle produzioni frutticole – prosegue Chiericati – e non soltanto sulle drupacee (notevolissimi i danni su albicocco, pesco e susino); anche le pomacee hanno subito danni enormi, in particolare le pere, che registrano una contrazione media, per quanto riguarda la nostra regione (dati Cso Italy), superiore al 70% rispetto al potenziale produttivo, con le varietà Kaiser, Decana ed Abate che risultano essere le più colpite. Si tratta di un evento che segue quelli che si sono abbattuti sulle nostre campagne negli ultimi anni: cimice asiatica, maculatura bruna, valsa, le gelate della primavera 2020, una serie di sciagure che hanno messo in ginocchio un notevole numero di aziende che oggi rischiano di scomparire, così come pure centinaia di posti di lavoro. È quindi a rischio un comparto molto importante per l’economia del nostro Paese – dice ancora Chiericati – sul quale pare di avvertire una certa indifferenza, o quantomeno che non si sia compresa appieno la gravità della situazione, dato che sono stati stanziati solamente 160 milioni di euro per ristorare sia danni da gelate primaverili (che hanno colpito mezza penisola), sia le grandinate verificatesi nei mesi di aprile, maggio e giugno, quando i danni provocati dalle sole gelate ammontano ad oltre un miliardo di euro. Per questo motivo noi di Confagricoltura – prosegue Chiericati – osteniamo che oltre a provvedimenti che garantiscano liquidità alle imprese mediante finanziamenti a tasso agevolato, oltre all’incremento delle risorse stanziate per gli aiuti a fondo perduto, oltre alla necessità di concedere l’accesso agli aiuti anche alle aziende che pur essendosi assicurate contro il gelo e nonostante i risarcimenti ricevuti, registrino comunque un danno non inferiore al 30% della Plv aziendale, occorre adottare un provvedimento eccezionale sotto forma di contributo una tantum ad ettaro per i frutteti ricadenti nelle zone colpite dalla calamità, a fronte dell’impegno ad evitare espianti o al fine della riconversione varietale mediante impianti con patrimoni genetici maggiormente resistenti alle avversità e più rispondenti alle richieste del mercato. Solo con aiuti concreti – conclude Chiericati – potremo consentire alle aziende di evitare il fallimento, ed al nostro Paese di perdere una produzione che oltre ad essere uno dei fiori all’occhiello del made in Italy, rappresenta un comparto fondamentale per l’economia della provincia».
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