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dopo il rogo  

I danneggiati: «Chi paga le nostre auto bruciate?»

K.R.
I danneggiati: «Chi paga le nostre auto bruciate?»

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LIDO ESTENSI. Il sangue freddo e i riflessi pronti dell’autista del bus su cui venerdì pomeriggio, a Lido Estensi, è divampato un incendio e l’intervento da manuale dei vigili del fuoco di Comacchio, hanno impedito che le fiamme provocassero conseguenze ben più gravi. L’indomani dell’episodio vissuto da tanti turisti con grande apprensione, è partita la conta dei danni. Il residence Villa Linda, in viale Manzoni, proprio davanti al punto in cui Dario Bifani, l’autista di Tper ha fermato il bus, mettendo in salvo 20 passeggeri, presenta crepe su una parete. Lambite dalle fiamme anche le vetrate di un negozio al piano terra, dedito alla vendita di bombole per gas ad uso domestico. Due le auto in sosta gravemente danneggiate nella fiancata posteriore dal fuoco. In lacrime, Marisa Pedriali e Giuseppe Papini, titolari di una negozio di fiori in via Argine Ducale a Ferrara, interrogandosi su chi dovrà rifondere i danni, ricordano ancora con angoscia quei concitati momenti. «Ho visto il fumo entrare dal balcone – afferma la donna – e ho visto il fuoco uscire dalla corriera. Ho chiamato subito mio marito e mi sono precipitata giù dalle scale. Non ci si poteva spostare dal pianerottolo. Il calore era impressionante. Adesso la parte posteriore della nostra automobile non esiste più. È stata risucchiata dalle fiamme».

Un altro turista, Vincenzo Zanetti, di Torino, proprietario di un alloggio estivo nello stesso residence, ricorda che «uno di noi, rischiando la vita, è corso in strada a spostare una terza auto, la quale conteneva nel baule una bombola a gpl. Ha fatto solo in tempo ad allontanarsi con l’auto. La mia Megane, invece, è distrutta. Si è liquefatta persino la targa».

Il lavoro dei vigili del fuoco ha impedito che si verificassero esplosioni. La carcassa del bus è stata recuperata da uno speciale mezzo pesante. Il veicolo, che solo un mese fa aveva superato la revisione periodica, non è stato posto sotto sequestro, in quanto secondo le forze dell’ordine il rogo è stato di natura accidentale. K.R.

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