«I progetti non decollano l’idrovia resta una bella utopia
La critica posizione di Malaguti (coordinatore FdI) sulla rete ferrarese «È irrealizzabile per ragioni di insostenibilità ambientale ed economica»
Gian Pietro Zerbini
Mauro Malaguti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, da sempre è convinto che l’Idrovia ferrarese resterà un’utopia. Dopo oltre vent’anni che se ne parla il progetto non decolla e trova sempre nuovi problemi.
Lei ha sempre sostenuto che l’idrovia non sarebbe mai entrata in funzione. Un po’ la sta tirando?
«Lo ribadii nel 2009 quando ero candidato del Centrodestra alla presidenza della provincia, e la mia antagonista di allora Marcella Zappaterra – attuale consigliera regionale – diceva che l’idrovia per trasporto merci sarebbe entrata in funzione a breve. A distanza di 12 anni credo che i fatti possano darmi ragione».
Questo progetto ha già beneficiato di consistenti fondi europei e sono stati costruite infrastrutture con anche nuovi ponti.
«I fondi dall’Europa per il progetto Idrovia di trasporto merci sono stati presi dal programma TEN-T, un programma della Commissione europea per lo sviluppo delle Reti Transeuropee dei Trasporti – che include le vie navigabili – in cui l’Unione Europea ha inserito il fiume Po con i suoi canali, tra i dieci corridoi chiave di tale rete dei trasporti 2014-2020. Secondo i dettami Europei, il nostro sistema idro-viario avrebbe dovuto prevedere il trasporto merci su navi di classe V (lunghe 110 metri, larghe 12, alte più di 6 metri e stazzano 2500 tonnellate) per un trasporto totale previsto di almeno 1, 8 milioni di tonnellate l’anno. Dal 2014 le province non hanno più competenza per quanto riguarda la realizzazione del progetto Idrovia, e da allora le risorse per il suo completamento sono state trasferite alla Regione Emilia-Romagna, che ogni anno mette a disposizione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile gli importi per i singoli lotti per la navigabilità».
Perché secondo lei il progetto non si sta ancora realizzando?
«È irrealizzabile per ragioni di insostenibilità ambientale, insostenibilità economica e disinteresse degli operatori commerciali che la dovrebbero utilizzare, disagi che causerebbe alla città di Ferrara e costi faraonici di realizzazione con ulteriori continui costi di manutenzioni per garantirne la navigabilità. Dai dati il fiume Po negli ultimi decenni ha avuto una profondità di almeno 2, 5 metri (quella minima indispensabile per far navigare navi di classe V, ma anche di classe IV) per una media di 121 giorni all’anno, con previsioni di maggiori periodi di siccità future per il noto fenomeno della tropicalizzazione del clima. Se ci si limitasse a navigare per un terzo dell’anno per raggiungere il tonnellaggio previsto nelle giornate navigabili ci sarebbe più intasamento di grandi navi sul Po che Tir in autostrada».
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