Avviata la caccia ai piromani per i roghi in serie di sterpaglie
Domenica sera tre incendi a breve distanza, le forze dell’ordine indagano Intanto i residenti si lamentano: «Qui l’erba non la taglia mai nessuno»
COMACCHIO. Caccia aperta ai piromani in laguna, dopo i tre incendi scoppiati nella serata di domenica in un terreno incolto di via Spina, all’interno di un deposito di autovetture adiacente ad una carrozzeria e lungo l’argine del canale navigabile, che fiancheggia via 2 Giugno.
Sono in corso, da parte dei carabinieri della compagnia di Comacchio, con il supporto dei vigili del fuoco del distaccamento locale, le indagini sui tre episodi, tra loro contigui, che hanno interessato sterpaglie, ma dai quali il fuoco avrebbe potuto propagarsi al vicino agglomerato urbano di via Resistenza e via Spina. Non risulta che sia stato trovato liquido infiammabile, ma la pista dolosa resta quella seguita dagli investigatori.
l’allarme
Non senza preoccupazione, Simona Tomasi, titolare della omonima autocarrozzeria in via Spina, lamenta che «l’argine del canale navigabile, che corre parallelo alla nostra recinzione non ha mai visto falci di erba. Verso le 19 di ieri sera – spiega ancora la donna – il mio socio, quando ha cominciato a vedere il fumo e le fiamme che correvano lungo l’argine, ha provato di corsa ad intervenire con acqua e con estintori, dopo aver chiamato i vigili del fuoco. Per fortuna – prosegue Simona Tomasi –, che i pompieri sono arrivati subito, perché da noi ci sono pneumatici e diluenti».
POMPIERI IN AZIONE
L’arrivo tempestivo dei vigili del fuoco ha scongiurato non solo che le fiamme invadessero il centro abitato di Comacchio, ma che potessero verificarsi pure problemi di inquinamento ambientale, qualora a bruciare fossero state gomme di autoveicoli, materiali plastici o sostanze tossiche.
Luigi Beneventi, uno dei residenti, rientrato in furia e fretta dal bar, dopo esser stato informato dell’incendio scoppiato a pochi metri dalla sua abitazione, sfoga tutta la sua rabbia. «A chi abita qui non interessa sapere se la competenza del falcio dell’erba spetti al Demanio marittimo o al Comune o al Parco del Delta a ad altri enti – esclama Beneventi –; noi abbiamo il diritto di vivere in tranquillità, senza dover trovarci all’improvviso con il fuoco davanti al pianerottolo. Da 15 anni, cioè da quando abito in via Spina non ho mai visto tagliare l’erba lungo l’argine. L’ho segnalato un’infinità di volte».
I tre incendi rilanciano il tema della sicurezza contro gli incendi boschivi che, problema nelle scorse settimane ha coinvolto anche gli abitanti di Mesola, dopo che la mano di uno o più piromani è entrata in azione in alcune aree pinetate.
Katia Romagnoli
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