Appello per il Carnevale «Fermi da inizio 2020 Vogliamo ripartire»
CENTO. «Il Carnevale di Cento non può e non deve morire. Solo facendo squadra, Comune, Regione, organizzazione, carristi e mondo del commercio, sarà possibile garantire un futuro alla manifestazione. Seppur rivista nel rispetto delle norme antiCovid, l’edizione di settembre dovrà andare in scena».
È il direttore artistico Riccardo Manservisi della Manservisi Eventi a lanciare un accorato appello, o meglio un grido d’allarme, alla città e a tutti gli attori che in questi 30 anni e più hanno resto il Carnevale di Cento tra gli eventi più conosciuti oltre i confini nazionali. «Dopo l’incontro col Prefetto, con l’amministrazione si è prospettato di realizzare due fine settimana, il 18 e 19 e il 25 e 26 settembre, al termine della Fiera di Cento, portando in piazza una formula del tutto diversa dalla tradizionale sfilata oggi non consentita dalle norme antiCovid, con i grandi carri in cartapesta statici». Come emerso anche dal confronto con Ascom, un evento che, sostiene Manservisi, dovrà essere realizzato: «Dopo la crisi e la pandemia, il commercio in centro storico ha bisogno di essere sostenuto. E il carnevale, anche a settembre, rappresenterebbe una risposta alla necessità di rilanciare e ridare vitalità alla città, il suo centro storico e il suo tessuto commerciale».
Ma per concretizzare l’edizione estiva, serve un aiuto concreto alle società carnevalesche, che lamentano difficoltà economiche, e all’organizzazione targata Manservisi: «Una sfida riuscire a organizzare oggi il doppio appuntamento di settembre. Tempi strettissimi, mentre siamo ancora in attesa di risposte certe su fattibilità e risorse. Ma deve essere fatto. Non è il momento di scontri, litigi o contrapposizioni politiche. Occorre fare squadra per garantire un futuro al Carnevale di Cento. Senza il Carnevale, già anche a settembre, si perde tutti. La città perde il suo Carnevale. Inutile pensare oggi all’edizione 2022. Senza questa edizione, non c’è possibilità di pensare al 2022. Senza garanzie e risorse certe non ci sarà futuro per la manifestazione. Occorrono contributi alle associazioni carnevalesche per realizzare i carri, e un sostegno a chi, come noi, da oltre 30anni lavora nell’organizzazione di un evento che, a causa della pandemia, è fermo dal 23 febbraio 2020».
Beatrice Barberini
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