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La Rete per la Pace urla per le donne afghane «Dobbiamo salvarle rischiano la lapidazione»

Marcello Pulidori
La Rete per la Pace urla per le donne afghane «Dobbiamo salvarle rischiano la lapidazione»

Sul Listone oltre duecento persone alla manifestazione di sostegno  Chiesta la difesa dei corridoi umanitari. Sabato sera la fiaccolata  

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Marcello Pulidori

Non un nome, ma tutti i nomi. Quelli (idealmente) di tutte le donne che con l’avvento al potere dei talebani in Afghanistan stanno rischiando la vita. Due concezioni opposte dell’esistere, quella delle donne afghane sopra i 12 anni e quella dei nuovi padroni di questo martoriato Paese. Per questo ieri pomeriggio sul Listone la Rete per la Pace ha manifestato in modo vibrante il proprio sostegno alle donne afghane, per le quali è purtroppo iniziata una nuova stagione della paura. Tra i promotori della iniziativa c’era anche l’ex assessore provinciale ed ex verde Sergio Golinelli (Sinistra Italiana) il quale ha ricordato «che quasi tutti i partiti hanno a suo tempo votato a favore dell’intervento armato dell’Italia in Afghanistan», con un riferimento al Pd che è parso ben poco velato. Presente anche Kiwan Kiwan (La Sinistra per Ferrara) il quale ha detto «che l’azione umanitaria è fuori discussione, mentre non lo è affatto quella politica». Miriam Cariani e colleghe del dipartimento immigrazione della Cgil, ha denunciato ancora una volta che «le attiviste, le artiste, qualunque donna abbia studiato, in Afghanistan rischia oggi la lapidazione». La legge talebana è un agghiacciante concentrato di divieti: le ragazzine afghane possono studiare soltanto fino al compimento dei 12 anni, poi stop. Relegate in casa, senza alcuna possibilità di affermare se stesse, la propria intelligenza, nella società. Non hanno diritto di studio, non hanno diritto di muoversi senza essere accompagnate da un uomo. Una condizione che fa purtroppo del Paese afghano uno dei (per fortuna) pochi paesi in cui l’unico colore immaginabile è quello della notte più profonda per descrivere la condizioni femminile. E allora dobbiamo ricordare, hanno detto altri attivisti della Rete per la Pace, che «le donne di Kabul sono assediate dai talebani che le cercano casa per casa. Sono sole, nascoste in cantina». La loro colpa? Essere donne, aver studiato, e lavorare.

Infine, per sabato sera è annunciata una fiaccolata di sensibilizzazione sempre in favore delle donne afghane organizzata dal consigliere comunale Francesco Carità (Ferrara Cambia): «Visto quanto sta accadendo in Afghanistan – scrive in una nota Carità – mi sembrava doveroso esprimere la solidarietà mia e dei cittadini ferraresi al popolo afghano attraverso iniziative utili a tenere alta l’attenzione sulla vicenda».

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