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Il punto del segretario generale 

«Vm, cig e forniture i nodi della ripresa Ma ci sono segnali positivi da cogliere»

Gian Pietro Zerbini
«Vm, cig e forniture i nodi della ripresa Ma ci sono segnali positivi da cogliere»

Verla ( Fiom) elenca le criticità del settore metalmeccanico «La mancanza di acciaio e microchip è una grossa insidia»

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Gian Pietro Zerbini

Di crisi ne ha viste parecchie da quando è alla Fiom-Cgil dal 2010. Prima i problemi legati alla crisi economica della bolla finanziaria americana post 2008, che si è sparsa in tutto l’Occidente e poi il terremoto che ha condizionato non poco l’economia ferrarese.

Dal 2019 è diventato segretario generale della Fiom ferrarese e pochi mesi dopo ha dovuto affrontare in pieno l’emergenza del covid.

Giovanni Verla, nella sua pluriennale esperienza sindacale al fianco dei metalmeccanici, è abituato a situazioni difficili. A cominciare dalla ripresa del dopo ferie dove siamo in presenza di altre criticità extracovid.

La situazione

«Dal punto di vista produttivo e occupazionale la situazione al momento è meno grave dei mesi scorsi - dichiara Verla - al netto dell’incognita Vm a Cento, resta il problema delle forniture sia per quanto riguarda l’acciaio che i microchip. Molte aziende sono arrivate alla chiusura estiva al limite per mancanza proprio di materie prime. Adesso, con le riaperture, è presto per capire se ci saranno delle ricadute negative per le forniture, per fortuna nella maggioranza dei casi il materiale era in già in casa, ma è una situazione che va monitorata con attenzione».

Verla non rileva particolari criticità occupazionali al momento, salvo come si diceva il problema legato alla Vm.

«A Cento - spiega - ci sarà il ricorso alla cassa integrazione nel mese di settembre e un ritorno al 25% di utilizzo, oltre a questo siamo impegnati a capire la strategia industriale. Su Vm la discussione sulla riconversione va fatta e la convocazione di un tavolo regionale è quanto mai necessaria, dobbiamo discutere sul futuro del secondo sito più grande della provincia dopo la Berco».

Proprio alla Berco di Copparo, dopo anni difficili e di tensioni, pare invece non ci siano al momento particolari problematiche.

«La notizia positiva - prosegue il segretario Fiom - è che la cassa integrazione non verrà prorogata alla Berco dopo che era stata applicata dal febbraio 2020. C’è da aggiungere di positivo anche che sul piano occupazionale arrivano buona notizie dalla Lte di San Giovanni di Ostellato, dove sono previste nuove assunzioni».

Piccole aziende

Il nodo resta legato anche alla capacità di resistere delle piccole aziende, particolarmente provate da questa lunga emergenza.

«Su questo fonte - osserva Verla - abbiamo il grosso problema delle forniture. Chi lavora in proprio ha decisamente meno problemi da chi dipende da alti gruppi. Chi lavora per l’indotto del settore automotiv sta trovando non poche difficoltà. Il mese di settembre sarà cruciale da questo punto di vista, anche per capire l’andamento degli ammortizzatori sociali. È vero che rispetto al 2020 sono diminuite le ore di cassa integrazione, ma il problema resta grave».

Sul piano occupazionale Verla auspica anche una revisione dei contratti, a livello nazionale occorre dare una svolta a certe politiche di assunzioni.

«Bisogna - dice - rilanciare con forza il tema dell’occupazione stabile, più motivata e professionale a vantaggio dell’azienda. Evitare a tutti i costi la precarietà che è un modello sociale che porta incertezza. Occorre garantire che si vada verso elementi di socialità e stabilità nel paese, che purtroppo la precarietà non garantisce più».

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