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I debiti riconducibili a una ex funzionaria Ma non ci sono tracce

D.M.
I debiti riconducibili a una ex funzionaria Ma non ci sono tracce

Indefinito anche l’ammontare della passività verso l’Unione Il sindaco: «Procedere al pagamento è indispensabile»

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BERRA. I debiti del Comune di Riva del Po nei confronti dell’Unione Terre e Fiumi, accumulati prima della fusione tra Berra e Ro, ci sono, vanno pagati e per di più tecnicamente non rappresentano nemmeno un debito fuori bilancio. È emerso martedì nell’ultima seduta consigliare di Riva del Po.

vicenda intricata

L’occasione era quella della mozione presentata congiuntamente dalle minoranze.

I debiti sono riconducibili a una prestazione di una impiegata/funzionaria (si è parlato al femminile quindi è presumibile che si sappia anche chi è) dall’Unione o da un’agenzia interinale verso l’ex Comune di Berra. Dopo la lettura della mozione da parte della consigliera Daniela Simoni, ha preso la parola il sindaco Andrea Zamboni, con una dichiarazione di voto che contestualmente percorreva quali siano le regole dettate dalla legge in questi frangenti.

È chiaro che la cosa appare molto intrigata e complessa, di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori e per lo stesso sindaco, che ha la delega al Bilancio. Perché di tutto questo movimento della figura amministrativa non vi è traccia scritta, come riferito dall’Unione alla segretaria di Riva del Po.

«Io non ero il sindaco di Berra e non ero all’Unione – ha detto Zamboni –, però mi dicono che ci sono i cartellini timbrati da questo dipendente in prestito». Poi c’è stato un botta e risposta tra il sindaco e la consigliera Simoni, per arrivare ancora a un nulla di fatto. Si è parlato anche di cifre: come si potrà capire quale sia l’entità del debito se non esiste un accordo, un contratto e quanto sarebbe durato? In questi debiti molte cose non sono chiare o quantomeno sollevano mille domande, mille interrogativi, ai quali è difficile dare risposte chiare e precise.

pagamento dovuto

Fatto sta che, come dice Zamboni, «la decisione di pagare ha base fondate, altrimenti non saremmo andati in questa direzione. Comunque prima paghiamo e prima liberiamo gli uffici da questo intralcio, affinché possano procedere per fare cose più utili al nostro Comune».

Dire che questa vicenda ha molti lati oscuri e lascia molti dubbi non è un eufemismo.

D.M.

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