Nuova vita per il museo archeologico di Stellata
STELLATA. Il museo archeologico “Ferraresi” di Stellata è definitivamente entrato in una fase di rigenerazione: a breve, verranno eseguiti interventi di ripristino della tinteggiatura e di sostituzione degli scuri e delle porte. Le operazioni di riqualificazione sono possibili grazie al finanziamento statale assegnato al Comune concernente l’efficientamento energetico e la manutenzione straordinaria, così da riportare all’originario splendore questo centro nevralgico della cultura «senza utilizzare i soldi dei cittadini di Bondeno», sottolineano il sindaco Simone Saletti e l’assessore Marco Vincenzi. Poi aggiungono: «La situazione esterna del museo ci era nota da tempo, ed è per questo che sin dall’inizio del mandato ci siamo mossi per trovare la soluzione migliore per la struttura».
IL PATRIMONIO
«Quella del museo archeologico di Stellata è una struttura che già da sé fa la storia – commentano ancora i due amministratori –: da tutti i bondenesi è infatti conosciuta come “Casa dell’Ariosto”, essendo stata la residenza di Virginio Ariosto, figlio del celeberrimo poeta Ludovico. Da poche settimane, poi, oltre alle consuete sale espositive, il museo è divenuto il primo deposito archeologico dell’Alto ferrarese (il secondo in provincia, ndr): un passo avanti che permetterà non solo ai visitatori, ma anche ai ricercatori di vivere appieno l’edificio e di studiare i reperti rimanendo all’interno del territorio comunale di Bondeno, a pochi chilometri dagli scavi della Terramara di Pilastri e da quelli di epoca romana di Burana».
LE SOSTITUZIONI
I lavori in questione sono già inseriti nel piano investimenti dell’ente, e attualmente sono in corso le effettive procedure di affidamento dei lavori, in dirittura d’arrivo entro settembre. Dopodiché partirà effettivamente la rigenerazione, a cominciare dagli scuri e dalle porte della struttura, ovvero dalle parti che necessitano di una tempestiva sostituzione.
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