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Vigile del fuoco ucciso dal Covid a 53 anni

Vigile del fuoco ucciso dal Covid a 53 anni

Paolo Franzoso, caporeparto a Comacchio, era il segretario e fondatore nel Ferrarese del sindacato di categoria Conapo

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Un grave lutto ha colpito il comando provinciale dei vigili del fuoco di Ferrara. Ieri è morto all’ospedale di Trecenta, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle condizioni dovute al covid, Paolo Franzoso, 53 anni, vice capo del distaccamento di Comacchio. Attivissimo sul fronte sindacale in qualità di segretario provinciale e fondatore del Conapo a Ferrara.

Da tantissimi anni prestava servizio tra Codigoro e Comacchio e salvo una breve parentesi a Bologna, Franzoso è stato in forza al distaccamento lagunare dove è diventato anche caporeparto.

Ha lavorato fino allo scorso 6 agosto, poi si era messo in quarantena volontaria in quanto era venuto a contatto con una persona risultata positiva. Ad un primo tampone l’esito è stato negativo, ma poi si è positivizzato in seguito.

Negli ultimi giorni si era aggravato ulteriormente fino al ricovero all’ospedale di Trecento, ma purtroppo ogni tentativo di ripresa è stato vano.

I funerali si svolgeranno il giorno sabato 28 alle ore 10 nella chiesa di Cà Cappellino nel comune di Porto Viro.

«Alla famiglia e ai colleghi di Ferrara, il cordoglio del capo Dipartimento dei vigili del fuoco Laura Lega e del capo del Corpo Guido Parisi, e la vicinanza e l’abbraccio di tutti i Vigili del fuoco», è la scritta che compare sul sito nazionale dei vigili del fuoco mettendo in evidenza il dramma di un altro collega morto a seguito del covid.

Anche i colleghi del Conapo hanno reso omaggio a Franzoso ricordando il suo grande impegno in campo sindacale per perorare le cause dei vigili del fuoco.

Increduli e in lacrime tutti i colleghi dei due distaccamenti ricordano il compianto amico Paolo, per tutti “Franz”, come «un vigile del fuoco attaccato alla divisa, sempre presente e disponibile, pronto ad aiutare tutti, sempre con il sorriso stampato in faccia. Speravamo che superasse questo momento così difficile, - aggiungono i colleghi - del resto ne aveva affrontate tante di difficoltà in servizio, avendo partecipato anche a tutte le emergenze nazionali. Molti di noi lo ricordano a scavare tra le macerie de L'Aquila dopo il terremoto e in tanti altri interventi duri. Ma “Franz” era una roccia. Lascerà un vuoto incolmabile».

Molto provato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco Antonio Giovanni Marchese, che ha espresso grande cordoglio e vicinanza alla famiglia.

«Era un vigile molto attente e anche nel suo incarico di sindacalista ha visto sempre il massimo rispetto dei ruoli. Parteciperemo con una delegazione da Ferrara ai funerali».

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