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Confartigianato 

«Green pass sul lavoro Serve responsabilità»

«Green pass sul lavoro Serve responsabilità»

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Green pass nelle aziende? La Confartigianato si appella al «senso di responsabilità, che i nostri artigiani hanno applicato fin dall’inizio della pandemia, adottando i protocolli igienico-sanitari e rispettando con diligenza e rigore le indicazioni del governo per evitare la diffusione del virus». Sull’adozione del certificato verde nei luoghi di lavoro l’associazione ha assunto una posizione favorevole, ma chiede che le istituzioni al contempo sostengano la piccola impresa. Dopo aver sottolineato che il settore non si può permettere «ulteriori restrizioni e chiusure per le nostre attività, già profondamente martoriate» scrive che sul tema delle vaccinazioni «di tutto abbiamo bisogno tranne che di dividere il Paese su posizioni manichee in merito al rispetto della salute propria e altrui». La vaccinazione di massa è stata sostenuta «a più riprese» dal premier Mario Draghi e dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prosegue Confartigianato, perché c’è un rapporto di diretta proporzionalità fra l’efficacia della campagna vaccinale e l’uscita dal tunnel del nostro Paese e, di conseguenza, di Ferrara.

Far prevalere il senso di responsabilità in questo contesto, evidenzia l’associazione, significa poter «sperare nella rinascita di cui tanto si parla. Avvedutezza e coscienziosità sono gli ingredienti più indicati da seguire in questo momento». In concreto l’associazione ribadisce la necessità di salvaguardare quanto più possibile «non solo il valore artigiano che noi da oltre settant’anni difendiamo strenuamente, bensì il portato di ricchezza (in senso ampio) che esso rappresenta». Oggi è importante attribuire nei progetti di rilancio del territorio estense una sorta di centralità «alle piccole e medie imprese artigiane, che rappresentano una risorsa in termini di creazione di posti di lavoro», con l’obiettivo di evitare la desertificazione economica.

La portata delle micro Pmi, sul territorio, ammonta a 23mila imprese, che occupano oltre 57mila addetti, precisa Confartigianato, rappresentata dal segretario Paolo Cirelli. Che aggiunge: «Una recente indagine elaborata dal centro studi di Confartigianato relativa al quinquennio pre Covid, cioè focalizzata sul periodo 2015-2019, fotografa una situazione nella quale le micro e piccole imprese hanno creato 1.180 posti di lavoro in più. Ma non è tutto. Il valore che teniamo a rimarcare è quello prospettico: tra luglio e settembre di quest’anno la stima è quella di andare a creare oltre quattromila unità lavorative. Vale a dire un numero di lavoratori che supera di mille unità quello dello scorso anno».

L’associazione conclude con un richiamo anche alla fase di sostegno delle economie nazionali da parte dell’Ue: «Anche in un’ottica di visione strategica per l’impiego dei fondi compresi nel Next Generation Eu, le imprese artigiane non devono essere trascurate».

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