«Un cambio di passo per contrastare il commercio abusivo»
L’Anva:«Il fenomeno continua su spiagge e lungomare Necessario potenziare i controlli di Un mare di legalità»
COMACCHIO. Se a Comacchio e negli altri mercati settimanali della costa il fenomeno dell’abusivismo commerciale si è drasticamente ridimensionato, grazie al potenziamento dei controlli, in spiaggia e nei luoghi del passeggio serale permangono situazioni critiche, definite «insostenibili» dagli operatori commerciali.
«Durante l’estate – spiega Giovanni Finottelli, presidente provinciale di Anva Confesercenti –, abbiamo assistito a un graduale, inarrestabile spostamento del fenomeno dell’abusivismo dalle strade attraversate dai mercati alla spiaggia e dalla mattina alla sera, con l’invasione di merce abusiva nei lungomare». Per Finottelli, dopo due stagioni estive segnate dalla pandemia, è giunto il momento di rivedere la campagna di sensibilizzazione “Un mare di legalità”, coordinata dalla prefettura con il coinvolgimento di forze di polizia, Comune, Provincia, Camera di commercio, associazioni di categoria e volontariato.
L’IMPEGNO
«I risultati non sono entusiasmanti – prosegue Finottelli – e noi, come associazione rinnoviamo la disponibilità a fare la nostra parte, sperando che la situazione Covid 19 vada migliorando. Se c’è da collaborare sotto il profilo economico, non ci tireremo indietro, ma occorre mettere in campo più risorse umane».
Tra le proposte per fronteggiare la piaga del commercio abusivo, oltre all’istituzione di un tavolo di confronto permanente, c’è anche quella di potenziare l’azione dissuasiva nei confronti dei potenziali clienti, intensificando l’attività di controllo nelle spiaggie e lungo i viali. «Servono misure di rinforzo e controllori – prosegue il presidente provinciale di Anva Confesercenti –, per far cambiare abitudini alla gente. È una questione culturale e quindi anche le campagne informative vanno calibrate e rese più efficaci».
Il fenomeno dell’abusivismo comporta a cascata ricadute sul tessuto economico, dalla concorrenza sleale, alla diffusione di prodotti contraffatti e potenzialmente nocivi per la salute, in quanto non soggetti a controlli (dai tessuti ai coloranti), con particolare riferimento ai rischi per i giochi destinati ai bambini.
CHIUSURE IN VISTA
«Le nostre imprese commerciali pagano regolarmente le tasse – evidenzia Finottelli, che è anche commerciante ambulante – con livelli ormai elevati, insostenibili, che sfiorano il 70% a fronte del 40% di tassazione effettiva». Con un effetto domino, aleggia lo spettro delle chiusure e delle cessazioni di attività, schiacciate dalla crisi provocata dalla pandemia, da una tassazione elevata e dalla concorrenza sleale dell’abusivismo commerciale. «Anche nel nostro territorio – conclude Finottelli – a causa degli esigui aiuti post Covid ricevuti, entro fine anno chiuderà il 10% di attività commerciali. È necessaria una rapida inversione di marcia da parte di governo e Regione, per aiutare le imprese in regola e scardinare l’abusivismo».
Katia Romagnoli
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