«Contrassegno sosta negato a una disabile» Asl: documenti vecchi
La richiedente: mia sorella inferma ed invalida dalla nascita L’azienda sanitaria: serve certificazione medica recente
«Ci sono handicap e handicap», scrive una lettrice. E l’affermazione suona un po’ come il motto della orwelliana Fattoria degli animali: “Alcuni sono più uguali di altri”. Il “muro” della burocrazia solleva spesso questioni controverse nelle quali il comune buon senso arriva a collidere con le regole della buona amministrazione, garanzia di equità - almeno sulla carta – per tutti i cittadini.
L’ultimo quesito di questo tipo giunto in redazione è firmato da una signora ferrarese, amministratrice di sostegno della sorella, che ha subito un grave danno neurologico alla nascita. Il nodo del contendere è la concessione del permesso per la sosta disabili. «Il 26 agosto – scrive l’amministratrice di sostegno – ho portato mia sorella alla visita legale nell’Ufficio di Medicina legale del Dipartimento di Sanità pubblica, a Ferrara, per chiedere il tassello di parcheggio handicap a causa del peggioramento della deambulazione». Nella documentazione mancava un aggiornamento apportato da una legge del 1992 (art. 381 del Dpr 495) che regola la concessione del contrassegno per il parcheggio disabili alle «persone invalide con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta».
La paziente deambula con difficoltà, inoltre «non la posso nemmeno lasciare da sola per parcheggiare lontano, perché sarebbe come lasciare un bimbo mentalmente ingenuo e indifeso», scrive la donna. Il verbale, alla fine, è stato negato perché la paziente «cammina sulle sue gambe, anche se a piccoli passi e si stanca presto – scrive la sorella – e perché non ha artrosi, protesi o operazioni all’anca e arti, quindi non ha i requisiti per rientrare formalmente nell’idoneità». Alla domanda sull’assenza di una documentazione medica recente la sorella-tutrice replica: «Mia sorella ha una disabilità conclamata dalla nascita e oggi ha 64 anni». Per parcheggiare, aggiunge, «oggi devo lasciare mia mamma davanti agli uffici con la badante e andare a cercare un posto per l’auto».
La risposta dell’Asl
L’Asl precisa che «il certificato per il rilascio del “contrassegno invalidi e circolazione in zona ztl” (art. 188 Codice della Strada) prevede che il richiedente abbia “capacità deambulatoria sensibilmente ridotta”, stato che viene verificato attraverso la visita e attraverso la presentazione di certificazioni mediche recenti. La necessità di presentare tale documentazione recente è scritta chiaramente sulla prenotazione della visita con la Commissione Medica Legale». La certificazione medica presentata dalla signora, prosegue l’Asl, «risaliva ad oltre trent’anni fa».
Le è stato quindi richiesto di ripresentarsi «con eventuale documentazione medica recente, ovvero non anteriore a tre mesi in caso di patologie acute e non stabilizzate, o non anteriore a sei mesi in caso di patologie croniche stabilizzate». L’Asl comprende «la delusione dell’utente ma la stretta osservanza delle disposizioni è necessaria per evitare il tristemente noto fenomeno dei falsi invalidi».
Gi.Ca.
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