Le annate terribili della pera ferrarese Il gelo di primavera devasta i frutteti
Confagricoltura denuncia perdite di raccolto dell’80% Anche la cimice asiatica tra le principali cause dei danni
«La frutticoltura è un settore strategico per la nostra provincia e la pera ne rappresenta l’eccellenza» .
Lo afferma Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «Purtroppo da alcuni anni si assiste a un continuo e costante concatenarsi di flagelli che si abbattono sul comparto frutticolo e il 2021 si presenta come un’annata terribile, soprattutto per il pero. Le gelate della primavera scorsa hanno causato una perdita di produzione tra il 70 e l’80%; si aggiungono malattie fungine come il cancro da valsa e la maculatura bruna del pero, oltre alla cimice che quest’anno è tornata a fare danni enormi».
Una testimonianza diretta arriva da Cristian Marchioni, già presidente Anga Confagricoltura Ferrara e frutticoltore con terreni nel Comune di Copparo, località Ambrogio.
«Un’altra annata da dimenticare. Abbiamo appena terminato il raccolto delle pere William, mai stato così scarso, il danno si aggira intorno al 90% di produzione. Il gelo di marzo e aprile è stato il principale responsabile; mi sono reso immediatamente conto del danno, così sono intervenuto effettuando solo i pochi trattamenti utili a salvaguardare la vita delle piante, contenendo al contempo i costi aziendali. Purtroppo anche quanti hanno fatto più trattamenti hanno avuto risultati di poco migliori, le piante ormai stressate sono risultate facile preda per vari patogeni, in primis la cimice asiatica. Ai primi di settembre partiremo con la raccolta dell’Abate Fetel, delle quali siamo sempre stati produttori leader, ma su queste è già evidente un disastro quasi totale. Dopo l’abate – dice ancora Marchioni – sarà la volta della varietà Kaiser che ha subito minori danni sia da gelo che da maculatura; ma con una produzione non soddisfacente in quanto questa varietà registra fenomeni di alternanza. Per salvaguardare l’intero comparto frutticolo, in particolare quello delle nostre pere, sono più che mai convinto che si debba investire in ricerca per combattere in particolare la cimice asiatica, a oggi un problema enorme, non possiamo aspettare che i pochi lanci della vespa samurai risolvano una situazione drammatica. Gli agronomi che seguono i miei frutteti mi riferiscono che sulla maculatura bruna, malattia che dal 2019 sta determinando gravi danni alle produzioni, attraverso la ricerca stanno per essere individuate tecniche di difesa alternative ai fitofarmaci basate sull’applicazione delle più moderne biotecnologie, ma i risultati si dovrebbero vedere dal 2023. Un ulteriore problema – dice ancora Marchioni – è causato dalla moria delle piante, prevalentemente di Abate e parzialmente di William e Kaiser; il cancro da valsa è malattia di origine fungina ormai presente in moltissimi impianti, anche relativamente giovani, del nostro territorio; da un giorno all’altro la pianta si secca. Sto man mano reimpiantando tipologie più resistenti, con piante fatte in vitro e selezionate che mi pare stiano rispondendo bene. Hanno un ritardo nella messa in produzione, ma poi risultano più resistenti. Molti pericoltori estirpano i loro frutteti, io ho appena tolto un ettaro di Abate, ma questa è un’azienda giunta alla quarta generazione che ha investito non solo in seminativo ma anche in frutticoltura e non voglio arrendermi».
Rincara la dose Ivano Castaldi, componente della sezione frutticola di Confagricoltura Ferrara: «Sto finendo di raccogliere pere William e il danno è notevole, molto dipende dagli appezzamenti, ma nelle previsioni più ottimistiche andiamo da un meno 60% di produzione fino a meno 90%».
Andrea Tebaldi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
