Bia, via libera all’ampliamento Stoccaggio migliore e meno tir
A poca distanza dalla Celletta sarà costruito un magazzino per il deposito del prodotto finito L’impatto dei mezzi pesanti nel centro abitato verrà ridotto
ARGENTA. Tutti i permessi richiesti sono arrivati, al pari dell’approvazione della variante urbanistica al Piano operativo comunale, e così si attende solo l’avvio dei lavori per ampliare lo stabilimento produttivo della Bia di Argenta, l’azienda leader nella produzione di cous cous. Si tratta di un’operazione funzionale all’attività già esistente e che mira a migliorare le modalità di stoccaggio del prodotto.
Nel dettaglio, l’intervento di ampliamento programmato si colloca nell’area di via Nazionale Ponente, a lato della statale Adriatica e a 300 metri dal santuario della Celletta. Qui, a fianco dell’ultimo fabbricato costruito nel 2014 sul lato ovest, sarà realizzato un magazzino deputato appunto allo stoccaggio. Dal punto di vista logistico rappresenterà un indubbio passo in avanti, poiché attualmente il prodotto finito viene depositato in un magazzino intermedio nella Zona Industriale Nord di Argenta tramite dei camion navetta e successivamente trasportato a destinazione. «Con l’intervento proposto – si legge nel progetto che ha ricevuto l’ok – vi sarà quindi una notevole diminuzione dei mezzi pesanti in circolazione in quanto l’ampliamento consentirebbe una diminuzione del traffico dei mezzi pesanti nel centro abitato, dato che il prodotto appena lavorato verrebbe depositato nel magazzino adiacente e trasportato solo al bisogno».
Oltre a tutto ciò viene prevista la costruzione di un fabbricato ad uso guardiania dotata di servizi igienici e pesa per mezzi, collocata all’accesso dell’area recintata, con il conseguente spostamento dell’ingresso allo stabilimento in direzione ovest.
Guidata da Luciano Pollini, Bia a partire dal 2005 ha il proprio riferimento nel cous cous di qualità. Nel giro di tre lustri ha in pratica decuplicato la produzione, passando a 4mila a 40mila tonnellate annue. Il tutto a partire da cereali italiani, spesso emiliano-romagnoli, e con esportazioni in quasi tutto il mondo Il bilancio 2020 ha chiuso con un fatturato di 33 milioni di euro. I dipendenti sono una settantina.
Fabio Terminali
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