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Don Luigi, la comunità saluta il suo leader popolare

Lorenzo Gatti
Don Luigi, la comunità saluta il suo leader popolare

All’addio gli scout, i ragazzi del centro terapeutico, i parrocchiani e il sindaco La testimonianza di una vita spesa per gli altri attraverso 60 anni di sacerdozio

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MESOLA. «Un leader popolare». Così, adoperando le parole di Papa Francesco, Monsignor Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara-Comacchio, ha definito Don Luigi Coradin, il carismatico sacerdote della parrocchia di Mesola, scomparso all’ospedale del Delta il 25 agosto, al termine di un malattia.

A salutare il combattivo e generoso parroco si sono ritrovate ieri mattina in chiesa moltissime persone tra cui il sindaco Gianni Michele Padovani, appunto il prelato che ha officiato insieme al Vicario Generale, Massimo Manservigi, e al responsabile dell’unità pastorale di Mesola, Don Mauro Ansaloni, oltre a circa quaranta sacerdoti della diocesi, agli Scout Agesci “Delta del Po 1” e i “suoi” ragazzi della comunità terapeutica “Il Timoniere” di Santa Giustina, da lui fondata.

Intensa l’omelia con cui il presule ha ricordato l’84enne Don Luigi. «Quasi sessanta anni di sacerdozio spesi al servizio della nostra chiesa – ha detto Monsignor Perego – nelle parrocchie di Massa Fiscaglia, di Ariano e soprattutto qui a Mesola per quasi quarant’anni. Il Timoniere è uno dei segni più belli del suo amore. Forte in lui la passione educativa che si alimentava della ricerca delle persone. Ha curato le famiglie ed è stato anche responsabile della Commissione Famiglia (della Diocesi, ndr). Ha amato i poveri e agli ultimi ha dato tutto. Chiedo a voi parrocchiani di conservare la stessa passione e lo stile di Don Luigi che ha incontrato tante persone e famiglie nei quasi sessant’anni del suo ministero» .

I ricordi sono arrivati anche dal sindaco. «Sempre attivo, un uomo di comunità – ha detto il primo cittadino – che ha saputo capire le persone facendole crescere umanamente e religiosamente; una figura importante e guida per i tanti scout che si sono impegnati in tutti questi anni».

«Grazie per la vita che hai dedicato alla nostra comunità – ha detto un parrocchiano – 56 anni di cui 18 ad Ariano e 38 a Mesola». E il ringraziamento di un nipote del sacerdote è andato alla comunità “Il Timoniere” che lo ha accudito nel periodo della malattia. «Per noi è stato “il don” – ha raccontato un ospite della comunità – in lui c’erano la forza e il coraggio di un leone ma anche una sensibilità infinita; tutti i suoi obiettivi avevano un minimo comune denominatore: fare del bene. Era sempre pronto ad accogliere chi ne aveva bisogno. Quindi grazie, don». Le cui spoglie riposeranno nel locale camposanto.

Lorenzo Gatti

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