Caso Bergamini, si torna in aula Nuova udienza il 17 settembre
Anselmo: «Incontro tecnico, siamo più sollevati e fiduciosi per il futuro» Internò assente. L’ex fidanzata è accusata dell’omicidio del calciatore
BOCCALEONE. È stata aggiornata al 17 e 20 settembre l’udienza davanti al gup di Castrovillari Fabio Lelio Festa che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura - rappresentata in aula dal pm Luca Primicerio - nei confronti di Isabella Internò, accusata dell’omicidio dell’allora ex fidanzato, il calciatore del Cosenza Donato “Denis” Bergamini, argentano, morto il 18 novembre 1989 sulla statale 106 all’altezza di Roseto Capo Spulico. L’avvocato della famiglia Bergamini, Fabio Anselmo, al termine dell’udienza si è detto soddisfatto e fiducioso per il futuro. «La cautela che avevamo - ha detto uscendo dal tribunale - credo che possa essere dissipata. Le eccezioni proposte dal collega della difesa, a nostro avviso, sono assolutamente infondate. C’è una questione sulla nullità delle indagini per quanto riguarda la tematica della pre-consulenza chiesta in sede della riapertura delle indagini che era stata già sollevata ed era stata già superata ampiamente dal giudice dell’incidente probatorio». L’avvocato si è sofferma anche sulle intercettazioni, specialmente su un frammento che “inchioderebbe” la consulente della difesa stessa. «Questa intercettazione è una spina nel fianco rispetto alla difesa ma - ha specificato Anselmo - si tratta di una mia idea e ancora non è stata detta in udienza». Poi ha aggiunto: «Avevo detto che per noi era importante capire alcune cose. Credo che le abbiamo comprese. Allo stato dell’arte possiamo essere sicuramente più sollevati e possiamo essere fiduciosi per il futuro».
IMPRESSIONE POSITIVA
In aula con il legale anche i tre figli di Donata Bergamini, sorella del calciatore che dal 1989 lotta per conoscere la verità e che ieri era assente. «Donata - ha spiegato il legale ferrarese - è fortemente provata, anche da un punto di vista emotivo, per una vicenda che va avanti da ben 32 anni. Oggi (ieri per chi legge, ndr), non essendo fondamentale la sua presenza, ha preferito rimanere a casa a riposare. Ma tornerà».
Sulla possibilità di andare o meno a processo Anselmo non si è sbilanciato ma ha affermato: «L’impressione è positiva. Dopo tante polemiche, dopo le tante illusioni e poi delusioni di questi decenni, è chiaro che era d’obbligo un momento di cautela di fronte a una situazione processuale come questa. Io credo che ci siano tutti i presupposti perché, nell’ambito del processo, si possa arrivare a riconoscere giudiziariamente ciò che la famiglia Bergamini sa da trent’anni e cioè che Denis Bergamini non ha avuto un incidente, non si è suicidato, ma è stato barbaramente ucciso». Nessun commento, invece, da parte di Angelo Pugliese, avvocato di Isabella Internò (assente in aula), che al termine dell’udienza si è limitato a dire: «I processi si fanno in aula». Ora si aspettano il 17 e 20 settembre.
Samuele Govoni
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