Degrado Casa Borgatti Casari (Pd) affonda: «Il Comune si muova»
Il capogruppo ricorda che è stata l’amministrazione a rifiutare l’eredità «Adesso il sindaco deve trovare una soluzione»
BONDENO. Continua il confronto tra maggioranza e opposizione consiliare sulla situazione di degrado di Casa Borgatti. A rilanciare il discorso, che era stato acceso in consiglio a fine giugno, è Federico Casari, capogruppo del Pd, che mercoledì ha presentato oggi in Comune una mozione chiedendo che il consiglio comunale si esprima perché il sindaco Simone Saletti, «proceda con un’ordinanza formale rivolta ai proprietari di Casa Borgatti perché sistemino l’immobile e, in caso si rifiutino, di procedere (come prescrive la legge) “in danno”, cioè facendo i lavori, il cui costo i proprietari saranno obbligati (lo dice il Codice Penale) a rifondere al Comune».
Il 23 giugno scorso, con voto del consiglio comunale, il Comune di Bondeno ha infatti rinunciato al lascito degli edifici, che si trovano in via San Giovanni, a favore del Comune di Bondeno.
la vicenda
«Il Comune – ricorda Casari – ha rifiutato l’eredita, come c’era scritto nel documento, a causa delle “condizioni fatiscenti in cui si trovano gli edifici sopra descritti, già ampiamente visibili da una ricognizione esterna”, aggiungendo che “si troverebbe costretto a stanziare considerevoli somme anche solo per mettere in sicurezza gli edifici. È stato dunque il Comune stesso a dire che quegli edifici non solo sono fatiscenti, ma andrebbero messi in sicurezza. Non a caso, villa Borgatti si trova sulla pubblica via, nell’incrocio tra due delle strade più trafficate di Bondeno (via San Giovanni e via Borgatti), ha il tetto sfondato, e ad ogni temporale un po’ forte perde qualche pezzo».
Ma per il capogruppo Pd non c’è solo questo infatti negli anni Casa Borgatti «si è trasformata in un rifugio di fortuna per persone sconosciute senza fissa dimora, che lì hanno trovano riparo e hanno occupato l’edificio, che non ha nessun servizio igienico, acqua o corrente elettrica. Alcuni ricorderanno poi che il 7 dicembre 2017 fu ritrovato, proprio dentro lo stesso edificio, il corpo senza vita di una donna senza fissa dimora, a quanto pare morta assiderata, che lì aveva trovato riparo».
la richiesta
Per questo Casari incalza l’amministrazione perché il Comune «si faccia valere, e obblighi i proprietari a fare una manutenzione che metta in sicurezza l’edificio irrimediabilmente danneggiato dal terremoto: sono ormai dieci anni che da quelle parti non succede niente, e credo che agli eredi spetti non di scaricare il rudere sulle spalle dei contribuenti, ma di sistemare come si deve le loro proprietà». E adesso il capogruppo del Pd Federico Casari aspetta delle risposte.
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