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Medicina, 320 al test tra veterani e “primini”

Giovanna Corrieri
Medicina, 320 al test tra veterani e “primini”

Controlli sul Green pass, gli studenti: ci sentiamo più sicuri C’è chi ci prova per la quarta volta: un sogno ma col piano B 

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«Sogno di fare il chirurgo da quando ho cinque anni ed è la quarta volta che tento», racconta il siciliano Angelo De Maria, che intanto si è laureato (non senza un po’ di amarezza per la mancata proclamazione) in Biotecnologie come l’amica Chiara Abela, anche lei siciliana e stesso percorso; prima esperienza invece per Delara Dadar e Valentina Forlani e Diletta Bonora che, per frequentare Medicina, sono disposte a trasferirsi in qualunque parte d’Italia, pur valutando i dovuti piani B. C’erano veterani e non, come sempre, ieri ai test di ammissione ai corsi di Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria, con le iscrizioni che quest’anno si sono chiuse con 322 domande su 650 posti.

C’è da dire che anche quest’anno le norme per il contenimento della pandemia hanno fatto sì che i candidati, a prescindere dalla sede indicata come prima preferenza di assegnazione, sostenessero la prova presso la sede dell’ateneo disponibile nella propria provincia di residenza/domicilio, e «ci sono quelli che sono tornati a casa, altrove, ma hanno scelto Ferrara come prima opzione» confermava Angelo De Maria. Per entrare in Fiera ieri era inoltre necessario il Green Pass, «giusto – dicevano diversi studenti – così ci sentiamo più sicuri, ed è anche una questione di rispetto»; «Io sono doppiamente vaccinato – diceva De Maria – e non ho avuto il minimo dubbio, sarà una deformazione professionale». A Ferrara non ci sono stati intoppi con i controlli, si confermava dai padiglioni della Fiera al termine delle procedure di registrazione, e Delara Dadar ha tirato un sospiro di sollievo: «Ho già provato il test di veterinaria a Bologna, da dimenticare, anche per l’organizzazione. Ho sentito che a qualcuno non si leggeva il Qr del Green Pass e l’hanno mandato a fare il tampone alla farmacia più vicina. In più anche i tempi erano lunghi: sono entrata alle 9.30 e sono uscita alle 16.15, senza poter mangiare nulla».

Selezione naturale

In tanti raccontavano delle difficoltà di prepararsi alla prova, «soprattutto per quanto riduarda chimica», dicevano Valentina Forlani e Diletta Bonora, e delle necessità di «superare il test d’ingresso» che, per qualcuno, «ha contenuti non attinenti al percorso successivo: il parametro migliore sarebbe la selezione naturale». Un sogno, entrare a Medicina, anche per Sara Barbè, nel cui piano B però c’è giurisprudenza: «Ma ho tentato il test d’ingresso a Odontoiatria e protesi dentaria anche al San Raffaele di Milano»; e anche per Leonardo Tracchi sarebbe un sogno frequentare Medicina, ma nel caso, dice, «farò Biotecnologie».

Dopo la maturità a giugno Giovanni Fabbri spera «bene. Ho studiato come la maggior parte delle persone che sono qua anche se poi con la cultura generale è sempre un terno al lotto, e un po’ di ansia c’è». Lo stesso per Sara Fortini: anche lei si è da poco lasciata la maturità alle spalle e contava sullo studio fatto nei mesi estivi nella speranza «che l’ansia non giochi brutti scherzi».

Giovanna Corrieri

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