Reddito di cittadinanza Cresce la domanda ma il lavoro non c’è
A Ferrara l’anno scorso 2.600 domande, la pandemia incide Solo 12 percettori inseriti nei Progetti di utilità del Comune
Il Reddito di cittadinanza è un flop e andrebbe abolito? Il dibattito nazionale in queste settimane è piuttosto acceso e i riscontri locali rendono un quadro in chiaroscuro: da una parte la crescita delle domande dopo la pandemia fotografa il parallelo aumento delle difficoltà economiche di molte famiglie, che questo strumento aiuta a contenere; dall’altro lo sforzo sul fronte della ricerca di lavoro e del ricollocamento delle persone sostenute è largamente insufficiente anche per l’applicazione solo parziale delle misure previste dalla legge.
il quadro
Un contributo arriva da Tommaso Mantovani, capogruppo M5s in consiglio comunale a Ferrara, che ha cercato di ricostruire il quadro degli aiuti visto dalla parte di chi, come lui, ha sempre sostenuto questa misura attivata dal governo Conte1. L’esponente pentastellato ricorda anzitutto che il Rdc viene erogato sulla base dell’Isee per una cifra massima di 500 euro, a scalare a seconda del nucleo familiare e del reddito da lavoro percepito l’anno precedente alla richiesta; se si vive in affitto è possibile ottenere una integrazione fino a 280 euro. In totale la media per nuclei familiari con minori è è di 669 euro al mese, «se si considera che per l’Italia Eurostat ha calcolato che la soglia di povertà relativa sia 858 euro per nucleo familiare, credo che ogni commento su di una ipotetica “vita da nababbi” sia superfluo» commenta Mantovani.
Nel comune di Ferrara i percettori di Rdc erano nel 2019 circa 1.300. Le domande effettuate nel 2020 sono 2.600, evidentemente influenzate dalla pandemia. Secondo l’indagine svolta dal gruppo M5s, «la rosa dei percettori ha un delta piuttosto divaricato, includendo persone semplicemente inattesa di occupazione, ma anche persone con disabilità gravi. Infatti ricordiamo che per queste ultime la pensione d’invalidità non va oltre i 200 euro mensili».
le carenze
La prima indicazione che viene da Mantovani è che «per il comune di Ferrara non ci risultano ancora operative le assunzioni di navigator da parte della Regione». Si tratta dei “facilitatori” che dovrebbero aiutare i percettori di Rdc a trovare lavoro: in realtà risulta che i 6 assegnati al Cpi cittadino, oltre ai 4 di Codigoro e i 3 di Cento, siano coperti da contratti co.co.co.
C’è poi la questione dell’impiego nel settore pubblico. Per legge i percettori avrebbero l’obbligo di prestare servizio per il Comune per un minimo di 8 fino ad un massimo di 16 ore settimanali, un limite scelto per evitare di sovrapporsi al lavoro di dipendenti comunali. Per questo si dovrebbero attivare i Progetti di utilità collettiva. Al momento, a Palazzo Municipale ne risultano avviati alcuni che coinvolgono 12 persone beneficiarie del Rdc. «Naturalmente non basta - ammette Mantovani - Per il principio di sussidiarietà proponiamo che queste prestazioni unskilled e non durative si possano impiegare anche altre persone in ulteriori Puc, ad esempio nell’ambito della manutenzione del verde, assistenza anziani e bambini nell’attraversamento di passaggi pedonali e semafori o della sorveglianza di parchi e monumenti».
S.C.
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