La Nuova Ferrara

Ferrara

Gesù predica nelle zone pagane Anche lì si può incontrare Cristo

Le letture e il Vangelo di oggi illustrate da don Francesco Viali I racconti toccano Tiro, Sidone, il lago di Galilea e la Decapoli 

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il commento

Domenica 5 settembre 2021

XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Prima lettura: Is 35,4-7.

Seconda lettura: Gc 2,1-5

Vangelo: Mc 7,31-37

Marco, l’unico tra gli evangelisti a trasmettere l’episodio evangelico di questa domenica, inizia il racconto citando diversi luoghi: Tiro, Sidone, il lago di Galilea e la Decapoli. Non sono semplici tappe geografiche dell’itinerario compiuto da Gesù; esse, infatti, conducono a cogliere una chiave di lettura importante per comprendere l’operato del Figlio di Dio. A quei tempi erano zone notoriamente pagane, ed è singolare che, proprio là Gesù si faccia presente per incontrare, toccare, salvare un sordomuto, incapace di sentire e di parlare. Il Signore non fa preferenze di spazi, si reca oltre i tradizionali “confini” legati al culto; anche lì, può avvenire l’incontro con il Cristo. Nella scelta di compiere quel tragitto in quel “deserto spirituale”, in Gesù non traspare la preoccupazione di denunciarne l’aridità, ma il desiderio di offrire ad ogni uomo la possibilità di colmare quella distanza che lo separa da Lui. L’eco della profezia di Isaia: «scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa» trova compimento nella storia di quel sordomuto che incontra Gesù attraverso la mediazione di un gruppo di persone.

Dietro a tale particolare, che potrebbe apparire secondario nella vicenda evangelica, c’è una precisa indicazione di quanto sia importante il “ministero dell’accompagnamento”, proprio come avviene, per ogni cristiano, all’inizio della propria esperienza spirituale, da parte di coloro che si fanno garanti della fede. Nella celebrazione del Battesimo, i padrini e le madrine rivestono questo ruolo che, ai giorni nostri, è necessario rivalutare affinché non sia solo al centro delle attenzioni per le polemiche generate dalla non idoneità dei candidati. È un servizio fondamentale che può essere allargato alla comunità, luogo in cui si educa alla cura della vita interiore, scuola di servizio gratuito e libero al prossimo, secondo lo stile educativo di Gesù. Nel Vangelo, infatti, quando gli accompagnatori esauriscono il loro compito scompaiono improvvisamente; al centro rimane Cristo che chiama a sé quell’uomo perché stia con Lui, lontano dalla gente e percepisca con più chiarezza, in un clima di intimità, il senso dei gesti compiuti e della parola «Effatà», cioè: «Apriti!». Gesù libera quell’uomo, gli consente di uscire fuori da una prigionia che lo rendeva schiavo; davvero è giunto il tempo in cui «si schiuderanno gli orecchi dei sordi … griderà di gioia la lingua del muto». È Lui il Figlio di Dio, colui che può aprire e preparare il cuore degli uomini, colui che può sciogliere il nodo della lingua. Comprendiamo allora il significato dell’espressione «ha fatto bene ogni cosa» usata dalla gente. È un vero inno di ringraziamento per celebrare una nuova creazione: l’opera di salvezza compiuta da Gesù nel rendere l’uomo libero di accogliere la Parola che genera una nuova capacità di ascolto e di dialogo.



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