«Sempre con i deboli» Il premio “Mazzanti” all’associazione Strade
CENTO. All’associazione Strade Aps il 6º “Riconoscimento alla generosità don Pietro Mazzanti”. La consegna del premio è avvenuta al termine della messa di riapertura della chiesa di San Pietro, messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi in occasione del sesto anniversario della scomparsa di don Mazzanti. In una chiesa gremita, l’arcivescovo ha ricordato l’affezionato e mai dimenticato parroco: «Con il suo amore, con la sua passione, don Pietro ha riempito tanto». E nel ricordo di don Pietro, anche la riapertura della chiesa che il terremoto aveva reso inagibile.
A tutti i presenti sono andati i ringraziamenti di don Stefano Guizzardi.
Scelta per questo 6º Riconoscimento, l’associazione Strade Aps: «Un’associazione – è stato detto nella motivazione – che nel quotidiano si fa portatrice dei valori di vicinanza e sostegno alle persone, con particolare attenzione verso le fasce più bisognose della popolazione. Mettendo a disposizione servizi e spazi educativi gratuiti a famiglie che vivono nell’isolamento sociale e in condizione di vulnerabilità, l’associazione offre occasioni di inclusione, partecipazione ed espressività a bambini ed adolescenti che rischiano di trovarsi in condizioni di marginalità. Massima attenzione poi alle persone che si trovano in situazione di bisogno. Per questa straordinaria generosità e per la capacità nell’ordinario, di farsi presidio di accoglienza e di comunità educante, il 6° Premio don Pietro va all’associazione Strade. A loro un grazie da parte della comunità di San Pietro, per la strada percorsa, ma soprattutto per quella ancora da esplorare».
Dal vescovo al presidente di Strade, Alessandro Mazzini, la consegna del pallone simbolo del gioco spensierato dei bambini, della strada e del crescere insieme: «Siamo felici del riconoscimento, per il significato profondo che racchiude – ha detto Mazzini – Nel nostro territorio, Strade ha portato occasioni di incontro e di ascolto rivolte soprattutto a minori e a famiglie che si trovano in condizioni di disagio. Siamo itineranti, e dal 2019 ci siamo recati nelle nostre frazioni. Poi abbiamo trovato casa, una sede in una zona particolare della città, al quartiere Ceres, trasformando un vecchio edificio, un luogo di disagio, in uno spazio educativo colorato, vivo, pieno di speranza, un luogo che ospita una comunità educante e di aiuto, dove le persone trovano occasioni di gioco e creatività e al momento di attenzione. Al contempo, sono partiti i lavori per la realizzazione dell’emporio solidale, una risposta delle Caritas per aiutare i bisognosi. Noi ci siamo. E come prima cosa, abbiamo dato la nostra disponibilità ad aiutare le persone che stanno fuggendo dell’Afghanistan, come del resto avrebbe fatto don Pietro. Grazie per la fiducia che ci avete dato. La porteremo con noi – ha concluso Mazzini – per continuare a percorrere queste strade che ci hanno portato a stare tra i ragazzi».
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