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Gli studenti di link 

«Basta lezioni in dad e corsi pre-registrati Ora Unife ci ascolti»

Giovanna Corrieri
«Basta lezioni in dad e corsi pre-registrati Ora Unife ci ascolti»

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Un altro anno accademico con la didattica a distanza per i corsi di Unife? «Le linee guida non sono ancora chiare e possono essere definite fino al 15 settembre ma la previsione – lanciano l’allarme i rappresentanti degli studenti dell’associazione Link – sarebbe quella di mantenere le lezioni a distanza con qualche focus group in presenza: non è efficace».

I timori si concentrano perlopiù sui corsi di Medicina e di Biotecnologie «perché i corsi ad alta numerosità ne risentirebbero certamente di più, ma si parla di medesime modalità anche per altre facoltà».

Gli studenti sono pronti a chiedere un confronto con gli organi di ateneo su questi temi, a partire dai prossimi incontri istituzionali previsti nei prossimi giorni.

Studiare con la didattica a distanza sarebbe già un danno per diversi motivi, anche di tipo tecnico. Ma dover seguire lezioni registrate, sottolineano gli studenti, svilisce la didattica e non aiuta chi deve apprendere. «L’anno scorso nel secondo semestre erano state usate lezioni registrate su classroom – ricordano gli studenti – e il nostro timore è che possano essere utilizzate anche nel nuovo anno accademico: vogliamo una vera didattica mista, non si devono riutilizzare lezioni passate e datate, non si può sentire che «il vaccino arriverà». E anche se si dovesse caricare materiale nuovo ma in video, «comunque si toglierebbe l’interazione con il docente».

Link sta «raccogliendo un profondo malcontento fra gli studenti», che non si sentono ascoltati. «Abbiamo raccolto 1.200 firme con la nostra petizione per promuovere una didattica mista che fosse reale e l’avevamo mandata già in agosto ai direttori di dipartimento, al rettore, alla rettrice entrante, ai delegati competenti per influenzare le scelte della didattica ma non abbiamo ricevuto ancora risposta», rivendica l’associazione. Per Link «un ateneo medio-grande deve fare politiche di investimento per aumentare i numeri dei posti a sedere, al momento si sconta una carenza infrastrutturale».

Giovanna Corrieri

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