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tedx al teatro nuovo di ferrara 

Comunicatori biologi, innovatori Ecco le idee giuste per la ripartenza

Ines Ammirati
Comunicatori biologi, innovatori Ecco le idee giuste per la ripartenza

Otto esempi professionali di come superare la pausa Covid Il peso delle parole e la capacità di rimettersi in discussione 

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Costruire senza dimenticare il passato per dare il via a un nuovo inizio. Questo è stato Restart, l’edizione 2021 di TEDxFerrara che l’altra sera ha portato al Teatro Nuovo di Ferrara le storie di chi, in quest’ultimo periodo di cambiamenti, ha saputo mettersi in gioco per rinnovarsi.

Gli eventi TEDx nascono infatti come una serie di appuntamenti locali e indipendenti che ambiscono a portare sui loro palcoscenici le «idee che meritano di essere diffuse» di personalità locali e non per aprire così un dialogo tra il pubblico in sala e, più in generale, le comunità locali.

E quest’anno più che mai, per quella che per Ferrara è ormai la terza edizione, gli otto speaker protagonisti, tutti proveniente da background diversissimi, hanno saputo stimolare il folto pubblico con i racconti delle loro esperienze professionali in epoca Covid e di come sia stata un’occasione per premere il bottone “restart”.

Cosa significa infatti ripartire? Per Giovanni Boccia Artieri, sociologo e fondatore del progetto per la comunicazione non violenta Parole O_stili, e per Giulia Zollino, educatrice sessuale e attivista per i diritti del sex work, significa valutare il peso delle parole che scegliamo e trovare quelle giuste per rivolgerci agli altri. Per l’artista visivo Andrea Amaducci e il comico Pierluca Mariti significa invece mettere in discussione se stessi per conoscersi meglio.

C’è chi, invece, ha cercato di ripartire dalla salute, come medico chirurgo Edorardo Mocini e la biologa Barbara Zavan, l’uno lottando contro la diet culture, l’altra ricostruendo organi in vitro. Infine, ripartire significa anche ricominciare a mettersi in gioco di persona, come hanno cercato di insegnarci la curatrice d’arte Maria Vittoria Baravelli e la sociologa e esperta in attivismo digitale Silvia Semenzin.

Nei soli diciotto minuti concessi ad ognuno di questi ospiti, intervallati da due esibizioni musicali, una del duo Claudia e Mattia e l’altro del gruppo ferrarese The Dice, gli spettatori sono potuti venire a contatto con storie in grado di ispirare il prossimo facendolo riflettere sul proprio presente. Questa è una capacità data non solo dal fatto che chi sale sul palco è una voce autorevole nel proprio campo, ma è soprattutto una persona come tutti e tutte noi, con un vissuto in cui possiamo rispecchiarci.

Spunti per ripartire anche dal proprio ambito professionale dopo una fase così complicata, che stiamo peraltro ancora vivendo. Ed è nel momento in cui ci rispecchiamo nelle parole degli altri che, magari, qualcosa in noi può scattare, che un’idea può iniziare a farsi spazio anche dentro di noi. È così che le idee si diffondono; è così che il TED continua.

Ines Ammirati

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