In tribunale via ai processi Il dramma di Atika in aula
Le udienze
Dopo la pausa estiva ripartono i processi e riapre il tribunale al pubblico, gli interessati ai dibattimenti e alle cause, nel massimo rispetto delle limitazioni Covid: mascherina e controllo temperatura al varco d’ingresso. Ripartono e per domani davanti al gip Carlo Negri è fissato il procedimento contro l’ex marito che poi uccise Atika Gharib, la donna di 34 anni che abitava in città, uccisa e bruciata nell’estate del 2019 dal compagno che lei aveva cacciato di casa, Mhamed Chamekh, che confessò l’omicidio al telefono con le sorelle di Atika, scappò e venne arrestato in Francia. L’uomo è accusato anche di maltrattamenti alla famiglia di Atika, lei e le figlie, per l’escalation di violenze. Che iniziò ai primi d’agosto del 2019, un mese prima dell’omicidio della donna con i maltrattamenti che furono causa scatenante del dramma: per quei fatti Atika decise di cacciare di casa l’ex compagno violento e ormai fuori controllo poiché la convivenza con l’uomo era diventata insostenibile. Lui per ritorsione rubò l’auto della donna e i documenti dell’intera famiglia: passaporto, carta di soggiorno, carta d’identità, carte bancomat e assegni, passaporti delle figlie. Quando nel settembre Chamekh si fece vivo, Atika li voleva indietro e venne attirata in un casolare a Castel d’Argile, nel Bolognese dove venne uccisa. E presente al processo anche il Comune di Ferrara, costituito parte civile, al fianco della famiglia di Atika.
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