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BABY GANG A NAPOLI 

Rider aggredito dal branco denunciati due minorenni

Rider aggredito dal branco denunciati due minorenni

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Napoli. Caschi scagliati contro, pugni, calci e mentre uno lo trascinava al suolo, altri lo massacravano. Un branco di minorenni, quasi tutti del rione Lauro, zona ad alta densità criminale del quartiere napoletano di Fuorigrotta, ha selvaggiamente picchiato un ragazzo che lavorava come rider, ieri notte all’1, 30.

Il motivo non è ancora chiaro anche perché la vittima non ha denunciato per paura di ritorsioni. Ma i carabinieri della compagnia di Bagnoli sono stati allertati dal personale medico dell’ospedale San Paolo, dove il giovane era arrivato. Per lui contusioni multiple ritenute guaribili in tre settimane.

Grazie alle visione delle immagini di videosorveglianza i carabinieri hanno già identificato due degli aggressori, un diciassettenne e un quindicenne. Sono stati denunciati per concorso in lesioni personali. Continuano le indagini per identificare gli altri.

L’episodio di violenza è diventato subito oggetto di dibattito politico nel capoluogo campano che si appresta a eleggere il successore di De Magistris alla guida del Comune (le elezioni per il sindaco sono in programma tra poco più di un mese) . «Sono immagini che fanno male – ha commentato il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli – vedere tanta violenza, tanta crudeltà in ragazzi così giovani è terribile. Ogni giorno, purtroppo, i rider devono fare i conti non solo con un lavoro duro, ma anche con incivili e criminali. Per questi ragazzi servono pene esemplari, che siano da esempio. Secondo quello che hanno riferito alcuni cittadini, a quanto pare il branco per “gioco” avrebbe sputato addosso al rider e alla sua reazione hanno iniziato a picchiarlo».

«Le immagini del rider aggredito brutalmente a Fuorigrotta da un gruppo di ragazzini fanno male ma non rappresentano in pieno il volto della gioventù napoletana – ha detto Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra – la vicenda impone però una riflessione. Dietro il fenomeno delle baby gang non c’è solo un problema di sicurezza, che ormai a Napoli non è più possibile negare, ma un’assenza di futuro e prospettive che pesa sulle spalle anche dei più giovani. È tempo di investire in percorsi di prevenzione e costruire opportunità di riscatto».



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