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L’erosione cambia la costa «Piano spiaggia da rivedere»

Annarita Bova
L’erosione cambia la costa «Piano spiaggia da rivedere»

Dopo sette anni il litorale comacchiese ha visto importanti e veloci cambiamenti  Il Sib: zone d’ombreggio e di demanio non possono più essere quelle di una volta

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lido volano. Erosione, mareggiate e correnti hanno nel corso degli anni modificato in maniera importante il disegno del litorale comacchiese. A nord l’arenile di è ridotto di diverse decine di metri mentre a sud le spiagge sono lunghissime. Il Piano spiaggia del Comune è ormai datato e i balneari chiedono interventi importanti per ridisegnare le zone d’ombreggio e del demanio marittimo in generale e anche a livello nazionale è tutto fermo.

il problema

«Non è più eludibile un processo che includa o escluda dal demanio marittimo quei tratti di costa che rivestono o che hanno perso le caratteristiche per esserlo», ha detto anche Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente alla Fipe-Confcommercio, sottolineando come la questione va affrontata a livello nazionale. In realtà riforma del demanio marittimo è già delineata nella legge del 2018, che però non è mai stata applicata. «In questa legge opportunamente si indica la necessità di un’esatta individuazione del demanio marittimo – ha sottolineato il presidente del Sib – alla luce delle trasformazioni che ha subito l’orografia della costa italiana nel corso dell’ultimo secolo».

piano datato

Il Comune di Comacchio si è dotato nel 2007 di un Piano dell’Arenile che ha sviluppato un inquadramento omogeneo di questo ambito territoriale, superando la precedente situazione normativa derivante dalla composizione di Piani dell’Arenile concepiti nella forma di autonomi strumenti relativi ai singoli lidi del litorale di Comacchio.

Tali piani di lido si erano succeduti secondo una progressione temporale fortemente scaglionata nel tempo, per cui era venuto ad intercorrere quasi un decennio fra quello cronologicamente più remoto (Lido di Volano) e quelli più recenti (Lido degli Estensi e Lido di Spina).

Poiché il piano approdò alla fase di approvazione verso la fine del 2007, fu soltanto nel 2008 che fu possibile operare le prime verifiche sul campo della sua efficienza nel normare il settore, e ciò alla vigilia dell’atteso trasferimento al comune delle competenze amministrative sul comparto del Demanio marittimo. Ultimo intervento nel 2014. Quando in realtà fu deciso non di realizzare una variante al Piano dell’Arenile vigente, ma, pur in una sostanziale fedeltà ad esso ma di rielaborarlo sino a poter parlare di un piano completamente nuovo e pertanto meritevole di essere considerato in modo del tutto autonomo rispetto all’altro. In sette anni le cose sono cambiate ulteriormente e i balneari hanno necessità di vedere ulteriori interventi.

Annarita Bova

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