Unife continua “mista”: «La qualità c’è»
La prorettrice Bellini risponde alle proteste di Link: le videoregistrazioni aiutano gli studenti, tante occasioni in presenza
Il didattica mista, che alterna lezioni videoregistrate, streaming e presenza, resterà la norma a Unife «almeno fino al 31 dicembre, quando è previsto il termine dell’emergenza Covid, e oltre se verrà prolungata». A confermarlo è Tiziana Bellini, prorettrice delegata alla didattica, che risponde molto duramente alle proteste reiterate in particolare da Link, supportate da una raccolta di 1.200 firme, per «una vera didattica mista», cioè con lezioni preregistrate «non datate» e comunque maggiore interazione in presenza con il docente. «Non accetto critiche da chi è interessato solo ad avere un motivo per fare il fuori sede a Ferrara, avendo come obiettivo primario la sicurezza - è l’incipit di Bellini - La nostra organizzazione assicura una qualità migliore di altre università, Bologna compresa, che fa una settimana di lezioni in presenza e due a casa. Noi al Corso di laurea in Medicina, ad esempio, applichiamo il principio della classe rovesciata, cioè gli studenti hanno la possibilità di ascoltare quante volte vogliono le lezioni videoregistrate, e poi una o due volte alla settimana partecipare ai focus group in presenza nei quali fare domande e chiarire quanto non si è capito. In questa maniera possiamo anche ricalibrare le lezioni. Naturalmente le esercitazioni e i tirocini sono sempre in presenza, si possono fare per piccoli gruppi e quindi in presenza. E anche gli esami, lo preannuncio, saranno in presenza, salvo le prove orali. Tra l’altro noi li facciamo ogni mese, non nelle sole sessioni dedicate, il che significa un aumento considerevole di lavoro a carico dei docenti».
Bellini ammette di ricevere mail da genitori e pure avvocati per sollecitare più lezioni in presenza, «ma non si può andare oltre quanto abbiamo programmato: non dimentichiamo che è in vigore il distanziamento obbligatorio e le aule sono quelle che sono, pur considerando la possibilità d’impiego della Fiera. Per la noi la sicurezza è prioritaria».
Va sottolineato che la scelta della didattica mista è di ateneo mentre l’articolazione è lasciate all’autonomia dei singoli corsi di laurea. Le situazioni messe sotto la lente da parte degli studenti sono soprattutto quelle collegate agli studi medici, in particolare Medicina e Biotecnologie, al centro del boom delle iscrizioni. La prorettrice, però, non si mostra preoccupata di queste critiche, «tutti i grafici relativi alle performance dei nostri corsi sono in crescita, i risultati dei questionari agli studenti sull’organizzazione della didattica mista sono molto positivi. Non piacciono le lezioni videoregistrate? Possiamo pure toglierle, ma sono uno strumento in più a vantaggio degli studenti».
Intanto due docenti Unife hanno firmato l’appello contro l’obbligo del Green pass.
Stefano Ciervo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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