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Giurisprudenza, iscritti triplicati e un nuovo corso unico in Italia

Giovanna Corrieri
Giurisprudenza, iscritti triplicati e un nuovo corso unico in Italia

Il direttore uscente Daniele Negri traccia il bilancio del mandato triennale «Spazi rinnovati grazie al progetto ministeriale Dipartimenti di Eccellenza»

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Ci sono i riconoscimenti ministeriali, la crescita numerica degli iscritti, il varo del nuovo corso di laurea triennale, e pure le impalcature addossate in questi giorni ai muri di Giurisprudenza, nel bilancio “positivo” del direttore uscente del dipartimento di Unife, Daniele Negri.

Il progetto

«Quello che mi dà estremo orgoglio – ricapitola il direttore quasi al termine (a fine ottobre) del mandato triennale – è di aver condotto in questi anni il progetto Dipartimenti di Eccellenza che, partito nel 2018 per la prima volta a livello ministeriale, ha premiato anche il nostro dipartimento». Che divide, con Economia e Fisica, un finanziamento totale di oltre 18 milioni distribuiti su cinque anni. «Proprio questo – racconta Negri – mi ha consentito e mi sta consentendo di fare molte cose, per esempio, a livello strutturale abbiamo rinnovato l’arredamento della biblioteca e un intero piano del palazzo a beneficio dei giovani dottorandi. E adesso abbiamo in corso il rinnovo nell’ala sinistra del palazzo e la sistemazione del sottotetto storicamente adibito a qualche studio ma che ora ospiterà, in una cornice tutta nuova, giovani ricercatori e ospiti internazionali».

In questi anni, del resto, lo stesso progetto ministeriale ha consentito di rendere sempre più internazionale l’offerta formativa: «Al di là di una pausa, causa pandemia, abbiamo avuto moltissimi ospiti sia come professori da università straniere sia anche ingresso di studenti Erasmus. Ed è il mio vanto aver creato un percorso all’ultimo biennio, il percorso Alciato, che assegna ogni anno borse di studio a dieci studenti, scelti fra quanti siano particolarmente motivati verso studi all’estero».

Nel corso del mandato Negri ha anche intensificato l’offerta di raccordo con il mondo del lavoro e delle professioni: «Significa per esempio cliniche legali, che vuol dire essere a contatto con avvocati nello studio dei casi concreti da discutere nei processi». E c’è il laboratorio Atti e Pareri che consente agli studenti di imparare l’impostazione dei pareri legali, ma si impara anche a redigere gli atti giudiziari, «e accompagniamo gli studenti alla professione con i tirocini ante lauream: dopo la pandemia riprende a settembre quello con il tribunale penale», racconta Negri. A fine settembre inoltre sarà inaugurato il nuovo corso, «unicum a livello nazionale», di laurea triennale in Scienze Giuridiche della Sicurezza e della Prevenzione che, dopo il primo anno di corso, consentirà di scegliere fra tre differenti percorsi, tra cui “Polizia, indagini e servizi alla giustizia’’: «Ci abbiamo azzeccato», dice Negri pensando ai bandi in partenza a livello nazionale per reclutare figure di ausilio al cosiddetto “ufficio del processo’’ (giuristi che aiutano il magistrato a fare ricerche giuridiche, per esempio, o a predisporre gli schemi di sentenza). E pensare che sono stati necessari due anni di gestazione per arrivare alla definizione del nuovo corso: «anni nei quali – dice Negri – un gruppo di lavoro ha sondato tutti gli aspetti di richiesta da parte del mercato, a contatto direttamente con imprese, corpi di polizia, pubbliche amministrazioni, che hanno collaborato dando dei suggerimenti. Abbiamo fatto incontri, distribuito questionari. È stato un approfondimento minuzioso».

le Iscrizioni

Negri spera che il nuovo corso possa richiamare studenti da tutta l’Italia e le iscrizioni non mancano: «Nel corso di questi tre anni del mio mandato abbiamo quasi triplicato gli iscritti e i dati a oggi provvisori sono già più del doppio dello scorso anno. E in generale a oggi parliamo di un trend lievemente positivo per la magistrale – dice Negri – E anche a Rovigo, stando ai dati attuali, sembra siano confermato i numeri dell’anno passato».

A marzo Negri era stato rieletto come direttore per il triennio accademico 2021 - 2024, ha poi rinunciato per motivi personali: «Cose che avrei voluto fare e non sono riuscito a fare? In realtà non ci sono. Anzi se guardo indietro la mia nuova candidatura era volta al proseguimento di questo lavoro. Naturalmente si può sempre fare di più: si sarebbe potuto vedere se rinnovare anche la laurea magistrale, ma questo secondo l’attuale impostazione ministeriale non è possibile. Di cosa ha ancora bisogno il dipartimento di Giurisprudenza? Direi che lo abbiamo portato a dei livelli molto alti, ovviamente la realtà è quella di Ferrara ma rispetto proprio a questa realtà posso dire che è un dipartimento sovradimensionato per la mole di lavoro e di iniziative a tutti i livelli che riesce a condurre, e di offerta ai propri studenti».

Giovanna Corrieri

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