L’Oreficeria “Marzola” diventa Bottega Storica con 58 anni di attività
Era il 1º aprile del 1963 quando Luigi Marzola dopo essersi licenziato dal Consorzio Agrario aprì in via Bologna al n. 126, una gioielleria – riparazioni e vendite di orologi.
Accanto a lui la moglie Armida per aiutarlo ad avviare il negozio che ebbe subito successo in quanto erano veramente pochi quelli in grado di aggiustare un orologio; ed oggi sono ancor meno e senza possibilità di ricambio in quanto i giovani hanno altri interessi.
Per questo oggi a chiusura di negozio fra le 12.30 e le 13 il sindaco Alan Fabbri consegnerà al figlio Alfredo Marzola subentrato negli anni ’70 e diventato titolare dopo la morte del padre nel 1984, la targa di Bottega Storica che si trova sempre nello stesso posto da ben 58 anni.
L’occasione servirà anche per inaugurare il nuovo look del negozio che ha raddoppiato lo spazio espositivo sostituendo anche tutti i vecchi arredi ed installando una nuova illuminazione che gli dà tantissima luce.
I lavori sono proseguiti per oltre un mese e lo scorso giovedì c’è stata la riapertura di un ambiente completamente rinnovato e molto accogliente dove il protagonista è comunque sempre ed ancora l’orologio
«La mamma sta giustamente godendosi la pensione – dichiara Alfredo Marzola – ed oggi per continuare la tradizione c’è mia figlia Silvia che qualcosa sa sugli orologi ma non al mio livello. È questa infatti la caratteristica del mio negozio dove il lavoro di riparazione che si era un po’ fermato quando apparvero gli orologi al quarzo, ha avuto una straordinaria ripresa in quanto anche i giovani ora cercano quello meccanico; ho tantissimo da fare e fatico a smaltire le richieste ma non c’è nessuno che voglia imparare. Prima non avevo neppure lo spazio per insegnare il mestiere ma adesso che ci siamo allargati è possibile farlo, vedremo se ci saranno richieste».
Un riconoscimento importante ad attività che ricoprono un’importante funzione sociale e danno speranza a quanti vogliono avviare un’attività in grado di durare nel tempo.
Margherita Goberti
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